Orfano, rifugiato, campione: Inter, ecco cosa c’è dietro Victor Moses

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21 Gennaio 2020, 15:49
Victor Moses Fenerbahçe
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Nato a Lagos Kaduna, in Nigeria, il 12 dicembre 1990, Moses lasciò il Paese natale all’età di 11 anni dopo aver perso entrambi i genitori per mano di un gruppo di giovani musulmani. Arrivato a Londra come rifugiato, Victor mosse i primi passi nel calcio professionistico nel Crystal Palace. L’apice della carriera è stato raggiunto con la maglia del Chelsea sotto la guida di Antonio Conte. Che non a caso lo vuole con sé all’Inter. Ecco la sua storia, riportata da We ain’t got no history

IL DRAMMA E LA FUGA – Perdere entrambi i genitori all’età di 11 anni, trasferirsi pochi giorni dopo a Londra e arrivare a giocare (e vincere) la Premier League. La storia di Victor Moses, vicino al diventare un nuovo giocatore dell’Inter, è tutta da leggere, comprendere e interiorizzare. Nato a Lagos Kaduna il 12 dicembre 1990 da una famiglia cristiana, Moses lasciò la Nigeria dopo che i due genitori furono uccisi in casa da un attacco di un gruppo di musulmani. Per fortuna, in quel momento, il ragazzo non era all’interno della sua abitazione. La scomparsa di mamma e papà fu un trauma per Victor, che grazie al supporto economico dei parenti scappò immediatamente. E andò a Londra, da rifugiato. Tutte cose di cui Moses non parla in pubblico: «Il calcio mi ha aiutato. Ho iniziato a giocare per una squadra chiamata Cosmos nella Tandridge League prima di andare per una prova di due settimane con il Crystal Palace. Devono aver apprezzato quello che hanno visto», ha dichiarato nel 2013 all’Independent.

SLIDING DOOR – Sì, al Crystal Palace Victor è piaciuto. E molto. Al punto che, dopo i 10 gol al suo debutto nell’accademia del club, il Palace lo aiutò ad andare a Whitgift, una scuola privata a pagamento. Non solo: una delle più antiche e ricche di Inghilterra, rinomata per produrre accademici e politici. Ma solo occasionalmente sportivi, su tutti giocatori di rugby e cricket. La scuola di Whitgift non aveva mai avuto una squadra di calcio nei suoi 400 anni di storia fino a quando, nel 2001, fu assunto Colin Pates, leggenda del Chelsea. Poco prima dell’arrivo proprio di Moses. E da quel momento furono strette collaborazioni con diversi club locali, tra cui il Charlton, il Crystal Palace, appunto, e il Chelsea. La sliding door nella vita di Victor.

L’INVESTITURA – Moses eccelleva sia in classe che in campo. Da una parte i voti superiori alla media nazionale, dall’altra i gol. Tantissimi gol. Stagione 2004-2005, finale di Under 14 Schools Cup. Whitgift, trascinata da Victor, contro la Healing School. Il match andò in scena al Walkers Stadium di Leicester City. Nome che forse dice poco, perché ora quello stadio si chiama King Power Stadium. L’arena del miracolo delle Foxes di Claudio Ranieri. Quella finale finì 5-0 per la Whitgift. I marcatori? Uno solo: Victor Moses. Colin Pates scrisse per il Guardian: «Non ho dubbi che sia l’attaccante della sua età più talentuoso che abbia mai visto. Ha l’atteggiamento di un professionista. Dovrà lavorare duramente, ma con questo talento dipenderà solo da lui».

LA CARRIERA – Nel 2007 Moses arrivò in prima squadra al Crystal Palace, con la scuola ancora in corso. Nel 2008 ci giocò in pianta stabile: primo contratto da professionista per quattro stagioni. Contratto che però non vide mai per le difficoltà economiche del club: il Wigan ne approfittò e si assicurò Moses per 2,5 milioni di sterline. Lì cominciò la carriera di Victor. Fatta di alti e bassi: il passaggio al Chelsea, gli innumerevoli prestiti in giro per la Premier League, i ritorni ai Blues e la conquista del titolo da protagonista con Antonio Conte. «Ovunque siano i miei genitori, devono essere orgogliosi di quello che sono diventato. Quello dalla Nigeria è stato un lungo viaggio, ora voglio solo tenere duro e lavorare sodo su me stesso, che sia nel calcio o nel resto. Devo ringraziare Dio per essere dove sono, è come un sogno diventato realtà». Firmato al Guardian 2012. Tutta l’Inter ti aspetta, Victor.

Fonte: weaintgotnohistory.


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