Nuovo stadio di Inter e Milan: costi e tempi. Ora 2 passaggi delicati – GdS

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27 marzo 2019, 11:30
Stadio Meazza in San Siro Inter 110

Inter e Milan sembrano ormai d’accordo sulla costruzione di un nuovo stadio in comune, progetto che accantonerebbe la possibilità di ristrutturazione di San Siro.

COSTI E TEMPI – La “Gazzetta dello Sport” nell’edizione odierna così scrive sul progetto di costruzione di un nuovo per Inter e Milan: “Inter e Milan hanno bisogno ancora di una settimana per alcuni passaggi tecnici, poi apriranno un tavolo informale col Comune e di pari passo procederanno su studi di fattibilità, elaborazione progetti, primi passi burocratici. Il tutto dovrebbe portare alla fine di aprile, quando potrebbe arrivare l’annuncio del progetto condiviso con Palazzo Marino. Il nuovo stadio sorgerà nell’attuale zona dei parcheggi, avrà una capienza di 60mila persone, potrebbe essere parzialmente interrato per ridurre l’impatto acustico sul quartiere, dovrebbe valere un investimento complessivo di 600 milioni (300 a club). I tempi di costru­zione sono valutati in circa 30 mesi (dopo un iter burocratico stimabile in 18), quasi la metà di quelli necessari per rinnova­re completamente San Siro, procedendo per step successivi. Anche questo, oltre al pressing rossonero, avrebbe convinto l’Inter, che ora mostra meno fretta dei cugini ma è soddisfat­ta di come un «asset fondamen­tale» stia prendendo forma”.

PASSAGGI – “Anche perché l’iter burocratico ovviamente è ster­minato. E, sebbene non con­ venga a nessuno un scontro frontale fra le parti in causa, oc­corre sempre tenere presente che in termini burocratici il pa­drone di casa è il Comune. Fra i primi passaggi che attendono le due milanesi dopo la presentazione del progetto, ce ne sono due particolarmente delicati: uno è l’approvazione della Giunta comunale, poi c’è quella del Consiglio. Tutto, o quasi, ruota intorno al valore patrimoniale­ di San Siro (quello ca­tastale si aggira sui 60 milioni), un asset molto importante per Palazzo Marino. Occorre valu­tare i rischi patrimoniali e in questo senso è molto probabile che venga chiesto un parere al­la Corte dei Conti. Parere che potrebbe orientare in maniera sensibile Giunta e Consiglio”.

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