Nicolodi lancia l’Inter: “Il Bayer Leverkusen dietro combina di tutto, i limiti”

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10 Agosto 2020, 16:54
Bosz Bayer Leverkusen Bosz Bayer Leverkusen
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L’Inter sfiderà il Bayer Leverkusen questa sera alle ore 21, per i quarti di finale di Europa League. Il giornalista di Sky Sport Pietro Nicolodi, commentatore della Bundesliga, è intervenuto in collegamento su “Radio Sportiva” e ha segnalato i punti di forza e (soprattutto) di debolezza dei tedeschi.

I RIVALIPietro Nicolodi inizia la sua analisi da Kai Havertz, avversario numero uno da fermare in Inter-Bayer Leverkusen: «Sicuramente è un giocatore molto interessante, dalle doti tecniche e fisiche clamorose. Resta da vedere se avrà le doti e la testa per gestire tutto quello che gli sta intorno, le pressioni e i milioni che vale, o il fatto di non essere mai stato decisivo nelle partite che contano veramente. È un giocatore straordinario, che però deve ancora dimostrare tutto quanto».

I LIMITI – Nicolodi segnala pregi e difetti del Bayer Leverkusen: «Di norma fa tenere tanto palla. Il possesso palla è il mantra di Peter Bosz, anche a costo di perdere qualche occasione per andare in verticale. L’importante è tenere il pallone, che è una buona cosa per l’Inter se si pensa che in difesa il Bayer Leverkusen non è all’altezza della situazione per i grandi palcoscenici europei: ne combina di tutti i colori. Spesso ha dei momenti di amnesia totali anche in possesso palla, perché a volte si perdono e fanno degli errori clamorosi. Mi viene in mente la partita col Bayern Monaco in campionato: in vantaggio 1-0 perdono un pallone incredibile sulla trequarti, contropiede e gol dell’1-1. È il limite del Bayer Leverkusen: per venti minuti magari gioca un calcio clamoroso e poi si perde».

COME SI FERMA? – Nicolodi dà consigli all’Inter: «Sarà fondamentale mettere pressione sui portatori palla, cercare di toglierla al più presto. Attaccare già dalla metà campo del Bayer Leverkusen è una delle chiavi per vincere la partita, anche perché si corre meno dopo. È una cosa fondamentale in questo tipo di calcio. Sicuramente non hanno l’abitudine di gara classica che si ha nel pieno di queste competizioni. Come arrivano i tedeschi al match con l’Inter? Sono molto riposati, hanno fatto due settimane di pausa e ricominciato la preparazione. La seconda partita a volte è più difficile della prima: vediamo, sono abbastanza curioso».




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