Muraro: “Io e Altobelli come Lautaro Martinez-Lukaku! Inter di Bersellini…”

Articolo di
27 Aprile 2020, 16:26
Carlo Muraro
Condividi questo articolo

L’Inter di Bersellini quaranta anni fa esatti vinceva uno storico scudetto con una rosa tutta italiana. Muraro – intervenuto ai microfoni di “ItaSportPress.it” – ricorda il trionfo, il modo di lavorare del tecnico e il suo feeling in campo con Altobelli. Di seguito le sue dichiarazioni

RICORDI – L’Inter di Eugenio Bersellini nei ricordi di Carlo Muraro: «Eravamo molto giovani e ci conoscevamo bene visto che molti di noi provenivano dal settore giovanile. Io Bordon, Baresi, Bini, Canuti e Oriali infatti avevamo fatto tutta la trafila nelle giovanili nerazzurre e in quella stagione fummo tutti importanti per la conquista del dodicesimo scudetto, quello dell’Inter tutta composta da calciatori italiani. Una squadra però di grande personalità. Quando abbiamo capito di poter vincere lo scudetto? Facile dire dopo la vittoria nel derby all’andata o dopo il 4-0 alla Juventus a San Siro, ma io penso che il successo al San Paolo per 4-3 ci diede la convinzione di essere forti e competitivi con un gruppo granitico. Feci una doppietta ai partenopei e quella fu secondo me la gara della svolta anche se in precedenza avevamo appunto battuto i campioni d’Italia del Milan e una forte Juventus».

REGOLE – L’ex attaccante svela quali furono i segreti di quella squadra: «Cosa portò Bersellini? Tantissimo perché aveva una gestione dello spogliatoio diversa dai nostri precedenti allenatori ma anche sul campo aveva idee interessanti. Ci faceva lavorare parecchio ma la cosa che ricordo di lui sono i lunghissimi ritiri. Cercava di farci fare gruppo e decideva lui le coppie sia alla Pinetina che in albergo. Mi mise in camera con Spillo Altobelli e con Caso. Bersellini impose ferree regole anche nella vita privata oltre che durante gli allenamenti e ci trasmise la cultura del lavoro. Senza social e computer, il suo lavoro fu facilitato visto che tra di noi compagni di squadra si cementificò un rapporto splendido. Non c’erano distrazioni, la notte si dormiva e non c’erano fughe o discoteche».

In conclusione Muraro ricorda i suoi gol più belli e il feeling con Altobelli: «Gol più bello con la maglia dell’Inter? Ne ricordo diversi. Quello al Torino nel 2-2 in trasferta o quello al Bologna di testa ma resta la mia pietra miliare la rete da velocista puro nel ritorno dei sedicesimi di finale della Coppa Campioni 1980-1981 a Craiova, dopo una galoppata di circa 70 metri. Un gol sotto l’aspetto tecnico e fisico davvero fantastico. Il gol alla Juve del 4-0 valeva poco dopo la tripletta di Spillo. Intesa con Altobelli paragonabile a quella tra Lautaro Martinez e Romelu Lukaku? Le caratteristiche sono diverse ma ci lega una cosa: come loro ci completavamo bene in attacco. Correvamo parecchio e l’uno aiutava l’altro come fanno i due attaccanti di Antonio Conte. Si giocava per la squadra e l’intesa in campo era ottima e in funzione di arrivare al risultato».

Fonte: itasportpress.it


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE