Mughini: “Una porcata chiudere lo stadio all’Inter! Koulibaly, non razzismo”

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30 dicembre 2018, 00:59
Giampiero Mughini

Giampiero Mughini non usa mezzi termini per descrivere la situazione legata a Inter-Napoli, sia per i provvedimenti di giovedì del Giudice Sportivo (la chiusura dello stadio e della curva) sia per gli insulti nei confronti di Kalidou Koulibaly. Ospite di “Pressing” su Canale 5 ha spiegato come possa esserci un’interpretazione differente rispetto a quella data questi giorni.

DISTINZIONE DOVEROSA – Questo l’attacco di Giampiero Mughini, in relazione alle polemiche per i fatti avvenuti mercoledì sera al Meazza durante Inter-Napoli: «Sul colore della pelle: tu pensi che il grosso della popolazione italiana abbia un’opzione particolarmente drammatica su questa divisione della pelle? Tu non pensi che gli interisti ritengano Kwadwo Asamoah un santo? Gli stessi interisti che fischiano Kalidou Koulibaly ritengono Asamoah un santo: non è razzismo, è avversione belluina al nemico, il colore della pelle è il pretesto per insultare. Usano tutti i codici possibili e immaginabili, la sottocultura cerca ed estrae dalle fogne gli oggetti da scaraventare contro l’avversario, la sottocultura belluina. Il razzismo esisteva in America, c’erano regioni fondate, ma in Italia che radici avrebbe il razzismo? Io trovo una porcata che all’Inter abbiano chiuso lo stadio per due giornate impedendo a signori perbene di andare a vedersi le partite, una porcata! Mauro Icardi ha capito perfettamente quello che stava succedendo. C’era un’osservazione del ministro Matteo Salvini (vedi articolo): quando i tifosi del Milan hanno fischiato Leonardo Bonucci cos’era, razzismo? Era belluinità, ha delle facce tutte estratte dalla fogna, usare codici in questo caso e con questi tifosi è un termine fuori misura: l’asino che raglia non può fare altro che ragliare, loro benché uomini sanno solo ragliare»

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