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Mourinho sfida Motta e punge l’Inter: «Vorrei la stessa panchina di Inzaghi»

L’Inter questa sera riceve il Cagliari (vedi articolo) e punta al sorpasso ai danni del Milan. Domani, a chiude la 17′ giornata, ci sarà la Roma di Jose Mourinho che sfida lo Spezia all’Olimpico alle 20:45. Nella conferenza stampa della vigilia il portoghese ricorda il “suo” Thiago Motta e ribatte ancora sull’Inter. 

UNO DEI SUOI – Per la prima volta Mourinho sfida un suo eroe del Triplete dell’Inter arrivato nel 2010, Thiago Motta. L’ex centrocampista è infatti l’allenatore dello Spezia e, dopo il ritorno nella San Siro nerazzurra, ora sfida chi quell’impresa l’ha costruita. «Thiago Motta? La gente pensa che l’ho conosciuto all’Inter ma l’ho conosciuto quando era un ragazzino nel Barcellona e qualche volta mi mandavano ad allenarlo. Ho tanti bei ricordi, è uno dei miei. Siamo avversari prima della partita, poi è un’altra storia».

PANCHINA E GIOVANI

FRECCIATINA – Durante la conferenza stampa, Mourinho ha trovato comunque il modo di punzecchiare di nuovo l’Inter. Ormai per il portoghese sembra diventato consuetudine farlo e, alla domanda: “Come si fa a migliorare l’aspetto mentale delle seconde linee?” lo Special One ha risposto così. «Dipende dal profilo delle seconde linee. Se la seconda linea è giovane, senza esperienza, non è ancora preparata ad assumersi responsabilità, bisogna lavorare e aspettare e concentrarsi sui problemi di leggerezza e inesperienza. Se la seconda linea è un giocatore esperto, che può essere titolare e non vuole stare in panchina, è un profilo diverso. Noi abbiamo molti giocatori giovani in panchina, molti lo scorso anno giocavano in Primavera che è un campionato di livello molto basso e non prepara i giocatori a entrare in una squadra di Serie A. Se paragoniamo il livello del campionato Primavera italiano con quelli esteri non c’è storia. Io anche vorrei guardare in panchina come Simone Inzaghi e vedere Correa, Vidal, Darmian, Ranocchia, ma qui è una realtà diversa e mi piace lavorare così. Non è una critica, ma è solo un modo diverso di lavorare».

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