Mourinho ha una sola meta ideale collegata all’Inter di Simeone – CorSera

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19 dicembre 2018, 15:16
Mourinho Simeone

Mourinho sarà sempre collegato alla storia dell’Inter sia direttamente sia indirettamente: come ripreso dall’editoriale di Tommaso Pellizzari per il “Corriere della Sera”, la storia con Simeone potrebbe incrociarsi sull’asse Madrid-Milano, o almeno così potrebbe tornare a essere lo “Special One” di sempre

“FALLIMENTI” MOURINHO – “Sono molte e comprensibili le ragioni per le quali José Mourinho è stato esonerato dal Manchester United, tanto che la domanda da porsi è: e adesso? Da dove avrebbe senso per lui – e per la squadra che lo ingaggerà – ripartire? La risposta passa da un dato che è all’origine della triste fine dell’avventura di Mourinho allo United. Tra le squadre importanti che ha allenato con continuità, i Red Devils sono l’unica che lo Special One non è riuscito a condurre alla vittoria dei due titoli che contano davvero: il campionato o la Champions League. […] È anche però vero l’inverso. E cioè che il campionato spagnolo vinto alla guida del Real Madrid nel 2012, con 100 punti e 121 gol fatti, resta un’impresa colossale, soprattutto perché arrivata al termine di un duello titanico contro una delle squadre più forti di tutti i tempi, cioè il Barcellona di quegli anni. Solo che non arrivò la Champions. E lo stesso discorso vale per la Premier League vinta con il Chelsea nel 2015″.

SUCCESSI “POLITICI” – “Ma il dato non cambia: dal 2010 in poi Mourinho ha iniziato a vincere meno. E il sospetto è che il motivo fondamentale non stia solo nella perdita del tocco magico, nell’evoluzione del calcio e in quella della figura del calciatore. È invece molto più probabile che, dal 2010 in poi, Mourinho abbia semplicemente scelto di allenare le squadre sbagliate. Non dal punto di vista tecnico o del peso specifico. Ma da quello ‘politico’. Mourinho è sempre stato opposizione, mai governo. Lo è stato al Porto, nel Paese del Benfica. Lo è stato nel suo primo ciclo al Chelsea, quando i club dominanti erano Arsenal e lo stesso United. Lo è stato all’Inter, mai establishment quanto la Juventus e, nel suo biennio italiano, il Milan. Molto del modo di fare calcio, della forza retorica e delle strategie comunicative di Mourinho sono nate e hanno tratto forza da questo”.

INCROCIO SIMEONE – “[…] Non c’è niente di più umano nel rivoluzionario che cerca di farsi istituzione. Ma, nemmeno Mourinho poteva riuscire nell’impresa in cui tutti hanno fallito: essere al tempo stesso di lotta e di governo. Per ripartire, quindi, non gli resta che una strada: accettare la sua vocazione anti-istituzionale, tornare a essere quello che dà l’assalto al Palazzo. Per poi non entrarci mai. I posti non mancano: Marsiglia, Lione o Monaco, per divertirsi a dar fastidio alla corazzata Paris Saint-Germain. Ma il suo vero posto ideale sarebbe un altro: l’Atletico Madrid, ovvero i guastatori per eccellenza in quanto doppi guastatori, del potere ‘blanco’ e dell’estetica blaugrana. Se i ‘Colchoneros’ sono diventati tutto questo, è perché sulla loro panchina siede uno che finora alla tentazione in cui è caduto Mourinho è riuscito a non cadere mai: il ‘Cholo’ Diego Simeone nasce all’opposizione e ha capito che lì deve restare. E se state pensando che tutto questo, ancora una volta, porterà Mourinho a incrociare la strada dell’Inter (anche se indirettamente), non vi state sbagliando di molto”.

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