Mondo Inter

Moratti: «Mourinho non mi disse dell’addio all’Inter, ma capii. Roma? Perfetto»

Moratti è stato protagonista di un lungo intervento nel corso della trasmissione “Il tribunale delle romane”, in onda su Rete Oro. Oltre a commentare la situazione legata all’Inter di oggi (vedi articolo) l’ex presidente si sofferma su Mourinho, che dalla prossima stagione sarà allenatore della Roma.

IL GRANDE RITORNOMassimo Moratti conosce bene il prossimo allenatore della Roma: «José Mourinho è un professionista serissimo, che ha l’intelligenza, la simpatia e l’ironia di dire cose interessanti e spiritose, che mettono in condizione il calcio di essere un po’ meno drammatico. Io lo trovo una persona perfetta per una società come la Roma, così come lo è stato per l’Inter. Un serissimo professionista, bravissimo con i calciatori. La mia prima conoscenza è avvenuta a Parigi, siamo andati a mangiare insieme. Ho visto che lui odiava il salmone: era come la kryptonite per Nembo Kid. Una persona simpaticissima, mi aveva fatto una grande impressione».

TORNA CAMBIATO – Moratti spiega come può essere ora Mourinho, al ritorno in Italia dopo undici anni: «Ha fatto esperienza, è giovanissimo e il carattere rimane uguale. Nella vita non si cambia, farà frutto di tutta l’esperienza che ha avuto per portare il meglio alla Roma. Sarà felicissimo di venire a Roma, questo è un fatto molto positivo. Lui spiega molto bene le mosse dell’avversario, prepara la partita in tal senso: è un grande vantaggio per i giocatori. Certamente viene con l’idea di far molto bene, di vincere, poi vediamo se ci riuscirà. Ma penso che sarà divertentissimo seguirlo dalla prima intervista».

IL GRANDE RAMMARICO – Moratti torna su Lazio-Inter del 5 maggio 2002: «Niente si dimentica, purtroppo, nella vita. Puoi far finta di metterlo da parte, ma risalta fuori. Certamente quella è stata una grande delusione, un atteggiamento anche imbarazzante della squadra. Era convinta di fare una partita facile, man mano si è trovata davanti a una partita seria. Non si capisce perché fossero convinti che tutto fosse più semplice, hanno proprio sbagliato ad affrontare la partita per come l’hanno fatta. Meritavano di perdere quella partita, non di perdere il campionato».

L’ADDIO – Moratti ricorda come è stato l’addio di Mourinho all’Inter, dopo il Triplete: «Non me l’ha mai detto. L’avevo capito, si sapeva, ma non me l’aveva mai detto. Non volevo mai parlarne, perché non volevo creare problemi in più che potessero distrarlo o farlo sentire quasi in colpa. Poi ha vinto tutto, quindi sinceramente mi è sembrato che potesse andarsene tranquillamente perché aveva fatto tutto quello che poteva fare».

NOME PARTICOLARE – Moratti, infine, ha un ricordo speciale: «Non voglio offendere gli altri allenatori, che sono stati tutti molto gentili. Però Roy Hodgson era un personaggio molto particolare, forse perché di stile inglese. È l’unico allenatore che mi ha detto, pur avendo un contratto, che lo strappava l’indomani perché aveva capito che desideravo non tenerlo oltre la fine dell’anno. Una cosa fuori dall’ordinario: non ho mai visto nessuno che dice una cosa di questo genere. È un amico Hodgson, dimostra di essere un ottimo allenatore anche adesso al Crystal Palace».

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