Moratti: “Lega-Malagò? Brutto litigare per propri vantaggi! Inter e Lukaku…”

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16 Aprile 2020, 17:29
Moratti Massimo Inter
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Moratti – intervenuto ai microfoni di “TeleRadio Stereo” – parla della situazione del calcio italiano, che continua a litigare sui tempi e le modalità della ripresa (vedi articolo). L’ex patron dell’Inter si complimenta con Lukaku e lancia bordate alla Lega Serie A. Di seguito le sue dichiarazioni

NO PROCESSI Massimo Moratti parla del Coronavirus nella sua Lombardia: «Credo ce ci sia stata una tempesta perfetta sulla Lombardia, la quale ha risposto coi mezzi che aveva, dando il massimo. Intendo a livello individuale, quindi i medici e le strutture ospedaliere. Qualche errore è stato fatto ma è antipatico fare un processo a queste cose. Non si è riusciti a rallentare questa epidemia. Parlando delle persone, medici e infermieri, quelli che portano in giro il cibo così come i farmacisti stanno facendo una vita incredibile e stanno rischiando. Solo per loro si sta attenti a fare una critica a quelle che sono state le decisioni di base».

CRITICHE – Moratti attacca poi la Lega Serie A e il presidente del CONI Giovanni Malagò: «Che effetto mi fa vedere la Lega che litiga con Malagò? Brutto effetto. Decisamente stonato in base a quella che è la situazione generale. Una situazione drammatica ma che la gente sta vivendo con quel tanto di speranza e voglia di rivedere le cose a colori. Approfittare di questo per portare a casa il proprio vantaggio è una delle cose peggiori che possano capitare. Abbiamo esempi in Italia di non unione d’intenti pur essendocene bisogno, cosa che può succedere anche nello sport. Sinceramente la Lega sta guardando agli interessi delle varie società ed è normale anche che succeda. L’unica cosa è che la Lega non è unita nemmeno al suo interno, quindi è normale ci siano dubbi sulle finalità».

PRIVILEGIATI – E sul calcio che si comporta da privilegiato Moratti ha la sua teoria: «Lo fa in nome di una forte popolarità, nel nome del fatto che si senta padrone dei sentimenti delle persone. Invece sembra una cosa molto stonata e molto pericolosa. Però questa è una mia sensazione. Le squadre di calcio come patrimonio hanno i calciatori e sono da difendere e proteggere, questo è uno dei motivi per i quali bisogna fare un’incredibile attenzione prima di riprendere. Io starei molto più attento».

CONFRONTI – Moratti parla poi del dottor Piero Volpi e si complimenta con Romelu Lukaku: «Se i medici delle società possono influenzare le decisioni? Io ho parlato con il dottor Volpi (medico sociale dell’Inter, ndr) e sono sinceramente molto prudenti e molto attenti. Sono un po’ critici rispetto a questa smania di ripartire. L’Inter si è comportata molto bene lasciando che Volpi raccontasse la brutta avventura che ha avuto (vedi articolo). Al di là di quelle che possono essere delle isole, come lo può essere Steven Zhang per la sua esperienza diretta, diciamo che di per sé i giocatori hanno un lavoro che amano e quindi sono per forza conseguenza delle decisioni di qualcuno. Che sia la società, grandi dirigenti o le istituzioni. Loro non possono fare diversamente. Uno che mi è piaciuto è stato Lukaku, che io non conosco ma che ha parlato con una chiarezza incredibile dicendo quale fosse il pericolo (vedi articolo). Poi se li assicurano che non ci sono pericoli loro seguono quello che dicono le società e le istituzioni che sono lì per quello. Poi non lo sanno neanche loro se è vero o no».

SUPER PARTES – Moratti preferisce non dispensare consigli in una situazione così complicata: «Consigli ai presidenti? Non mi permetto di farlo nemmeno a quella che è la squadra che ho amato di più, cioè l’Inter. Potrei dire la mia sensazione e cioè che i giocatori vanno aiutati. Poi c’è un fatto economico e quindi bisogna fare molta attenzione nel rischiarli. Lukaku parla così perché è da pochi mesi in Italia? Vorrebbe dire che non ha imparato la nostra mentalità? No, è così di carattere. Mi dicono sia una persona libera, che si esprime con la sua testa. Cito lui perché ho letto quelle cose da lui ma penso che anche altri abbiano espresso lo stesso timore. Poi non sono così presuntuosi da mettersi contro alle decisioni delle istituzioni. Quindi stanno attenti e obbediscono a quello che è il tuo mondo».


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