Moggi insiste: “Gravina, restituisci gli scudetti alla Juve! L’Inter di Moratti…”

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3 gennaio 2019, 23:55
Moratti Moggi

Luciano Moggi – ex Direttore Generale della Juventus -, in un editoriale pubblicato sul quotidiano “Libero”, esterna alcuni pensieri al Presidente Gravina tornando su “Calciopoli”, riuscendo a tirare nuovamente in ballo l’Inter nelle persone di Moratti, Oriali e Recoba pur di far passare in secondo piano quanto sentenziato sui bianconeri

OSSESSIONE CALCIOPOLI – L’editoriale di Luciano Moggi ha un destinatario ben preciso e un argomento ormai ossessivamente trito: […] Torno su Calciopoli poi, visto che lei (si riferisce a Gabriele Gravina, Presidente della FIGC, ndr), in quei momenti, non era presente negli uffici che contavano. Due persone, a quel tempo, ebbero il coraggio di esprimere il loro pensiero. Enzo Biagi, che dichiarò: «Stanno mettendo di mezzo Moggi per coprire altri scandali importanti del nostro Paese». E l’avvocato Giuseppe Benedetto, allora Giudice Sportivo di Settore Giovanile nella FIGC, che presentò le dimissioni a Guido Rossi, allora commissario della Federazione nonché consigliere dell’Inter: «Non condivido il suo operato e io la sera voglio andare a letto con la coscienza a posto». Presidente Gravina, le è sembrato giusto radiare delle persone quando la sentenza finale del Tribunale sportivo recita: «Campionato regolare, nessuna partita alterata»? Si è parlato di arbitri collusi, ma sono stati assolti tutti, anche dalla giustizia ordinaria, per non aver commesso il fatto, mentre furono emesse condanne (prescritte) per il solo ‘reato a consumazione anticipata’: come dire di aver letto il pensiero di una persona su quello che poteva fare, ma che in realtà non ha fatto. E che la Juventus non avesse commesso illeciti lo ha dimostrato la Giustizia Sportiva stessa, che si è dovuta arrampicare ‘aritmeticamente’ sommando sei articoli 1 per fare un articolo 6. Mentre per Massimo Moratti e la sua squadra non ci fu bisogno, perché l’illecito fu concretizzato, lo scrisse il Procuratore Federale, Stefano Palazzi: «L’Inter è la società che rischia più di tutte per il comportamento illegale del suo presidente». L’ha confermato una sentenza del Tribunale di Milano, di recente andata in giudicato, che sarà mia cura inviarle. Parlare con i designatori a quel tempo era ammesso, non era ammesso ovviamente chiedere il loro aiuto per vincere una gara: «Lo fece il presidente interista prima con il designatore Bergamo poi con l’arbitro Paolo Bertini: gara di Coppa Italia, Cagliari-Inter». E pensare che proprio a quella squadra è stato assegnato lo scudetto vinto sul campo dalla Juventus. Non le pare, Gravina, che sarebbe il caso di fare giustizia, restituendo gli scudetti a chi li ha davvero vinti? Non è stato neppure tenuto conto che quella squadra aveva confezionato un passaporto falso per Alvaro Recoba, per tesserarlo da comunitario pur essendo extracomunitario. Che ne dice poi del manager nerazzurro (si riferisce a Lele Oriali, ndr) che confezionò quest’imbroglio, che fu sanzionato dalla giustizia ordinaria e sportiva, e ora siede nella panchina della nostra nazionale? Non le pare una comica? C’è anche chi critica la Juventus perché all’Allianz Stadium espone trentasei scudetti, il numero di quelli effettivamente vinti. Allo stesso modo criticano la mia presenza alla Continassa, quasi fossi andato a casa loro senza chiedere il permesso”.

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