Mondo Inter

Mirabelli: «All’Inter seguivo sconosciuti oggi campioni, pure Lukaku. Peccato Aubameyang»

Mirabelli – ex Responsabile degli Osservatori dell’Inter -, intervistato dal portale “CalcioMercato.com”, parla del Derby di Milano in programma oggi, vivendolo da doppio ex. Dai colpi croati Brozovic e Perisic ai mancati arrivi di Gabriel Jesus e Aubameyang, passando per altre operazioni poi chiuse anni dopo. Ad esempio Lukaku

COLPI ANTICIPATI – Per Massimiliano Mirabelli il derby è di mercato: «Nella mia carriera ho cambiato tante squadre perché non mi sono mai accontentato. Sentivo sempre la voglia di conquistarmi categorie sul campo. Dopo tanta gavetta, la soddisfazione più grande è stata aver lavorato in due grandi club come Inter e Milan. È un campionato strano, ma sono orgoglioso che in una partita importante come questa sia da una parte che dall’altra ci sia anche un po’ del mio lavoro. Tra i nerazzurri ho scoperto Marcelo Brozovic e Ivan Perisic. Li ho scoperti andando a vederli sui campi con l’obiettivo di anticipare i tempi. Quando li abbiamo presi, non c’era nessuno su di loro. Non si conoscevano. E vederli ancora in nerazzurro oggi è un risultato che mi rende orgoglioso. Come sono felice di vedere che sono rimaste le basi della rete scouting che avevo costruito io. Avevamo un server dove inserivamo tanti giocatori, tra i quali alcuni allora sconosciuti e oggi diventati campioni come Romelu Lukaku, Stefan de Vrij e Lautaro Martinez, che andai a vedere io stesso in Argentina. Dall’altra parte stanno andando avanti con le basi che abbiamo lasciato noi: da Gianluigi Donnarumma ad Hakan Calhanoglu, passando per Alessio Romagnoli, Davide Calabria e Franck Kessié. In più c’è Zlatan Ibrahimovic che sta andando benissimo».

AFFARI SALTATI – Mirabelli ricorda il colpo mancato Gabriel Jesus, nell’estate in cui poi arrivò Gabriel Barbosa: «È sempre stato un mio pallino. Un giorno decisi di andarlo a vedere da vicino al centro d’allenamento del Palmeiras, perché dai video e allo stadio mi aveva convinto pienamente tecnicamente, ma avevo l’impressione fosse troppo esile. Così, con una scusa, andai al centro sportivo del club durante un allenamento, facendo in modo di incontrarlo quando finivano. In quel momento mi resi conto che era un falso esile. Per me era un attaccante completo. Quando tornai a Milano, abbiamo provato a prenderlo, ma non posso dire perché alla fine non si è più chiuso l’affare. Posso dirvi che quel giorno in cui ho incontrato Gabriel Jesus ho studiato da vicino anche Bruno Peres. Il centro d’allenamento del Palmeiras e quello del San Paolo sono molto vicini, c’è solo una grande siepe che li divide. Così io spesso buttavo un occhio anche dall’altra parte, per vedere questo esterno del San Paolo che all’epoca era seguito da molti club. Ma non mi convinceva. Qual è la cosa che non rifarei tornando indietro? Tentennare troppo quando c’era la possibilità di portare Pierre-Emerick Aubameyang al Milan. Insieme a Gabriel Jesus, lui è un altro mio pallino. Già avevo provato a portarlo all’Inter quando era al Saint-Etienne. I francesi volevano 7 milioni, ma non riuscii a convincere i miei capi».

Fonte: CalcioMercato.com – Francesco Guerrieri

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