Minotti: “Inter, problema palle inattive. Barella alto la chiave, serve Icardi”

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2 marzo 2019, 14:35
Lorenzo Minotti

Lorenzo Minotti, ospite negli studi di Sky Sport, ha analizzato la sconfitta subita ieri sera dall’Inter alla Sardegna Arena contro il Cagliari soffermandosi anche sulla necessità da parte dei nerazzurri di reintegrare Mauro Icardi.

RISULTATO GIUSTO – «Primo tempo del Cagliari quasi perfetto all’interno del quale l’Inter però, tra mille difficoltà, era stata dentro la partita ed era riuscita a rimontare il primo gol con i suoi due migliori giocatori – Nainggolan e Lautaro Martinez – che secondo me sono stati all’altezza di questa gara. Poi però il gol di Pavoletti ha legittimato il vantaggio del Cagliari. Nella ripresa la partita è stata molto più equilibrata, l’Inter ha avuto anche diverse occasioni però direi che la vittoria del Cagliari ci sta tutta proprio in virtù di quel grande primo tempo. Non la miglior partita di Skriniar? Certamente. Nel gol di Pavoletti ha proprio sbagliato il tempo di intervento, ha causato il rigore e in altre situazioni non si è visto lo Skriniar così concentrato e direi che questa è un po’ un’altra lacuna che sta emergendo nell’Inter che nel 2019 si è fatta sorprendere spesso nelle palle inattive: Bologna, Torino, Cagliari… tutti gol subiti su calcio piazzato. Per giocatori così forti in fase difensiva è un’anomalia da segnalare. Barella? Il suo rigore mi ha ricordato un po’ quello di Baggio a Pasadena (finale dei Mondiali del 1994 ndr). Ha giocato una grandissima partita e direi che è stato un po’ la chiave, spostarlo sulla trequarti è stata un’intuizione di Maran. Lì alto assicura qualità quando entri in possesso ma anche intensità nel chiamare il pressing che è stata l’arma che ha sorpreso l’Inter nel primo tempo con lui, Joao Pedro e Pavoletti che andavano sul primo giro palla dell’Inter mandando veramente in confusione i giocatori nerazzurri».

CASO ICARDI – «Icardi necessario? Indubbiamente anche perché l’Inter ora ha il fiato addosso di Roma e Milan quindi deve rimettere in gioco quello che è l’obiettivo Champions ma c’è anche l’Europa League, quindi ha bisogno di giocatori, e poi diciamocelo chiaro: Icardi è il miglior giocatore dell’Inter. È una situazione paradossale che si sta trascinando da troppo tempo, io credo che qualcuno della società, dei giocatori o dell’allenatore si debba prendere la responsabilità di parlarci a quattrocchi con Icardi che al tempo stesso deve fare un gesto d’umiltà, ritornare dentro la squadra e fare quello che sa far meglio invece di scrivere suoi social. E poi credo che con le prestazioni e col passare del tempo magari la fascia poi se la riconquisterà, saranno gli stessi compagni a dargliela, però non si può andare avanti così anche perché tutti questi discorsi, polemiche e interviste alla fine condizionano e distraggono da quello che è l’aspetto tecnico e l’impegno sul campo. Come l’Inter anche il Milan aveva un problema con la sua stella (Higuain ndr) ma loro hanno dato un taglio netto e i loro dirigenti sono stati bravi a individuare il sostituto (Piatek ndr). Secondo me il problema dell’Inter comincia con l’eliminazione in Champions League, lì qualcosa si è rotto e dalla partita dopo – vinta con l’Udinese con un suo calcio rigore – Icardi non ha più segnato. Secondo me è piuttosto anomalo, l’Inter ha aspettato a intervenire e quando l’ha fatto era un po’ tardi e questo continua a provocare delle incomprensioni. Un’Inter senza Icardi è un’Inter meno forte e che rischia seriamente di compromettere sia la zona Champions League ma anche la corsa in Europa League perché non ha alternative».

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