Mihajlovic: “Inter, tanto mercato ma sei indietro! La Juventus non sbaglia”

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16 Marzo 2020, 08:11
Sinisa Mihajlovic Verona-Bologna
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“La Gazzetta dello Sport” ha intervistato in esclusiva il tecnico del Bologna, Sinisa Mihajlovic. Il serbo è uno abituato al sacrificio, e in un momento così difficile riesce a gonfiare il petto. Si parla un po’ di tutto, ma l’ex allenatore del Milan si concentra soprattutto su questioni di campo. C’è anche qualche battuta sulla lotta scudetto e sugli strascichi di Juventus-Inter

NORMALITÀ – Sinisa Mihajlovic ha vissuto molte vite. Ha attraversato il dolore e ne è uscito con la pelle sporcata dalle ferite della malattia. Ma è tornato sul campo, è tornato a lottare. Nei momenti difficili, la vita di Sinisa può essere presa a modello. Ma a lui non piace fare troppa retorica su di sé, e allora concentriamoci sulle vicende di campo, in un momento in cui il pallone è diventata davvero la cosa meno importante: “Mi aspetto che il campionato finisca. Bisogna spostare gli Europei e far finire i tornei nazionali e le Coppe. Lo vogliono le federazioni, i club, le tv che hanno pagato i diritti. È giusto terminare ciò che si è cominciato. Dovremo valutare anche da quanto siamo fermi e dovranno darci un paio di settimane per riprendere il lavoro fisico prima di ripartire a giocare. Faremo meno vacanze, ci sarà qualche sacrificio in più ma chissenefrega“.

POLEMICHE – Toccando il tasto dello stop agli allenamenti per tutti, Sinisa si scalda un po’: “Giusto fermarli. E ancora più giusto sarebbe stato fermare molto prima anche il campionato. La gente non si è resa conto del pericolo. Ma una cosa è la gente e un’altra chi ha il potere di decidere e soprattutto le informazioni scientifiche per farlo. È incredibile come in Italia le decisioni vengano prese sempre a metà. Non sono mai decise fino in fondo, c’è sempre una scappatoia. Ognuno interpreta le regole a modo proprio. La scelta di chiudere tutto doveva essere fatta prima e in maniera netta, invece c’è stato un decreto al giorno, un pezzetto alla volta. Proprio perché si conosce la mentalità del Paese, che tende un po’ a dribblare le regole, bisognava essere netti sin dall’inizio. Spesso qui le persone rispettano le regole quando si mettono paura, come in questo caso. Ogni Paese ha le sue caratteristiche, gli italiani sono geniali, conoscono l’arte e il gusto del vivere, sono svegli, ma se vuoi imporgli le cose o lo fai in modo netto oppure ti sfuggono da tutte le parti. Ma si compattano e ritrovano l’orgoglio nel momento delle estreme difficoltà. Anche nel calcio è così, guardi gli ultimi due mondiali vinti“.

GAP INTONSO – Si torna a parlare di calcio giocato, facendo riferimento agli strascichi che l’ultimo Juventus-Inter ha lasciato: “Congelando la classifica ad oggi, creso sia giusta. Juventus-Inter? Ci ha detto che la Juventus è ancora la più forte di tutte e quando ci sono queste partite non le sbaglia, come si è visto sia all’andata che al ritorno. L’Inter ha comprato tanti giocatori ma è ancora dietro. Nonostante i bianconeri stiano facendo peggio dello scorso anno e l’Inter invece meglio, il gap resta molto ampio“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Andrea Di Caro


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