Mazzola: “Sergio Ramos mi ricorda Facchetti. Inter, domani Conte…”

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24 Novembre 2020, 21:38
Sandro Mazzola Sandro Mazzola
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Sandro Mazzola, ex giocatore dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista ad AS. Inevitabile il riferimento alla partita di domani e il ricordo della sfida vinta dai nerazzurri in finale di Coppa dei Campioni nel 1964 grazie anche a una sua doppietta.

RICORDI – Mazzola inizia l’intervista ricordato la finale: «C’è un momento che non dimenticherò mai: vedere di persona il mio idolo, Di Stefano. Sono uscito dagli spogliatoi e lui era lì. Non mi sembrava vero, l’ho guardato e lui ha capito. È venuto da me e mi ha detto alcune cose, il peccato è che non ho capito niente. Ero scioccato (ride, ndr). Abbiamo continuato a parlare anche durante la partita. Il meglio è arrivato dopo uno dei miei gol. Si è congratulato con me in modo molto sportivo con una stretta di mano. È stato il massimo per me. Prima della partita Puskas mi disse che aveva giocato contro mio padre e che io ero il suo degno erede. Non me l’aspettavo, ero molto commosso. Abbiamo giocata all’italiana, giocando uomo contro uomo. Helenio Herrera disse di seguire Di Stefano anche in bagno».

AVVERSARO – Mazzola ha poi parlato del Real Madrid attuale: «Amavo Cristiano. Una volta gli ho chiesto di parlare. È stato molto gentile con me. Senza il portoghese, il Real Madrid non è lo stesso, anche se ha comunque giocatori fantastici. Uno di loro è Sergio Ramos, ma c’è qualcosa che non mi è piaciuto di lui come il gol all’andata (ride, ndr). Quando lo vedo giocare penso a Facchetti. Era un esterno, ma se avevamo bisogno di lui, andava in attacco e segnava. Sergio Ramos appare sempre quando il Real Madrid è in difficoltà».

SFIDA – Mazzola ha concluso parlando della sfida di domani: «Conte, per me deve giocare all’italiana. Bisogna lasciare l’iniziativa a Zidane e ferirlo non appena la sua squadra sbaglia. Ho bisogno di un caffè per guardare le partite in questi mesi. Mi manca l’atmosfera, le persone, è tutto strano. Torneremo in tribuna. Un pronostico? Ce l’ho, ma come sempre non lo dirò. Sanno che sono superstizioso…»

Fonte: as.com – Mirko Calemme



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