Mazzola: “Giocare nell’Inter un orgoglio, A. Moratti un padre”

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9 marzo 2018, 13:31
Mazzola
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Sandro Mazzola, intervistato dal Corriere della Sera in occasione dei centodieci anni dell’Inter, è tornato sulla sua avventura in nerazzurro ricordando quando gli venne regalata la valigia ufficiale del club dopo aver superato il provino.

VALIGIA SPECIALE – «Il ricordo più bello dell’Inter è quando da ragazzino, dopo aver superato il provino, mi diedero la valigetta di metallo con le due strisce oblique: una nera e una azzurra. La valigetta era speciale. Passavamo con quella per andare ad allenarci a Rogoredo e sentivamo la gente dire: “Guarda, ci sono i giocatori dell’Inter”. Eri orgoglioso di farne parte. Angelo Moratti era un padre. Allodi mi diceva di non mollare l’università, Herrera mi faceva fare la dieta, ma io ero mingherlino e Suarez mi rimpinzava in camera. La sera della finale di Coppa Campioni con il Real Madrid ero vicino Di Stefano e lo guardavo come un dio, il dio del calcio. Stavo impalato, tutti entrano e io fermo. Suarez mi vede e dice: “Noi andiamo a giocare la finale, tu che fai vieni?”».


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