Mauro: “Stipendi calciatori? Serve sacrificio, si licenziano gli operai…”

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19 Marzo 2020, 14:48
Massimo Mauro
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Massimo Mauro, intervenuto su “Tutti Convocati”, ha parlato di come si sta affrontando l’emergenza Coronavirus e del tema tornato d’attualità degli stipendi dei calciatori

GLI STIPENDI – In un momento di crisi è tornato d’attualità l’argomento sugli stipendi dei calciatori: «Bisognerebbe chiedersi come mai sono lievitati così tanto gli stipendi, come mai certi ruoli sono così importanti e mi riferisco ad agenti e intermediari. Non si capisce perché il presidente del PSG o del Barcellona hanno bisogno di un intermediario per concludere un affare, non possono parlarsi direttamente? I calciatori hanno un contratto e giocano, ci potrebbe essere però una spinta da parte della categoria, se Tommasi convincesse i calciatori a fare un sacrificio sarebbe bello. In una situazione così drammatica è il momento che i grandi capitalisti mettano mano al portafoglio, mettiamo in cassa integrazione gli operai e ci preoccupiamo di queste cose?».

LE CONTROMISURE PRESE – Mauro promuove il modo in cui viene affrontata l’emergenza coronavirus: «Bisogna aspettare, come il governo si è assunto la responsabilità di bloccare dovrà anche riaprire e si potrà fare quando ci saranno le condizioni di sicurezza per tutti, non solo i calciatori, ma anche magazzinieri, medici dirigenti. Tutti parlano dei calciatori ma intorno a loro c’è un mondo, persone che stanno dietro le quinte e sono fondamentali. L’unico neo per me è stato il ministro Spadafora che dopo il decreto che autorizzava le porte chiuse ha detto che non bisognava giocare, era giusto, ma bisognava inserirlo nel decreto. Un piccolo errore che in una situazione di emergenza come quella si può capire».

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