Martedì la Lega Serie A discute dei diritti tv, ecco i nodi – CdS

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19 Aprile 2020, 11:34
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Il “Corriere dello Sport” spiega tutte le criticità sulla questione diritti tv che la Lega Serie A deve affrontare martedì.

QUESTIONE DIRITTI – Prima dei discorsi sul ritorno in campo nell’ordine del giorno dell’assemblea della Lega Serie A c’è la questione dei diritti tv. Nulla di cui sorprendersi: per i club ora la priorità è capire se e quando riceveranno i soldi dai broadcaster. Sky e DAZN hanno chiesto una dilazione sul pagamento dell’ultima tranche, i club devono decidere se concederla.

PROBLEMA ULTERIORE – Sulla questione è emersa un’altra criticità. Una fetta della torta complessiva dei ricavi, il 22%, è divisa in base ai tifosi. Il concetto è quello del “radicamento sociale”. Il calcolo della spartizione avviene in base al pubblico pagante allo stadio, per il 12%, e dall’audience certificata televisiva, per il 10%. Con la prospettiva di terminare il campionato a porte chiuse il quadro non potrà essere completo e con un terzo di campionato da giocare non ci sarebbe equità. I club vogliono ragionare su eventuali parametri di rivalutazione o correttivi. In più questo 22% viene distribuito solo a campionato concluso. Se la prospettiva è chiudere a luglio le società incasseranno con due mesi di ritardo. Obbligatorio trovare una soluzione che potrebbe poi valere anche per la prossima stagione visto che probabilmente si ripartirà a porte chiuse. Una delle proposte è di sfruttare i dati della scorsa stagione. Anche se occorreranno accorgimenti visto che le retrocesse non possono essere accomunate alle promosse. Le grandi sono pronte ad opporsi all’ipotesi di quote uguali per le ultime 12 giornate. C’è poi il problema che a giugno e luglio si giocherà con finestre differenti e i dati di ascolti finiranno per essere alterati. Senza contare che l’Auditel rileva i dati di DAZN in maniera non ritenuta adeguata.

QUESTIONE DIRITTI – Per il pagamento dell’ultima tranche invece diversi club sono preoccupati visto che sono già in crisi di liquidità. Alla fine però la Serie A dovrebbe andare incontro ai broadcaster a condizione che la dilazione non sia eccessiva. Le televisioni peraltro hanno chiesto anche uno sconto. Da applicare non su questa, ma sulla prossima stagione. Nemmeno su questo ci sarebbe ostracismo da parte dei club. A patto però di ottenere qualcosa, con due strade da percorrere. La prima prevede un rinnovo automatico degli accordi attuali anche per la stagione 2021/2022 rinviando quindi il bando triennale di un anno. Le società avrebbero maggiori certezze sui ricavi. Altrimenti, ed è l’ipotesi più probabile, Sky e DAZN dovranno impegnarsi a sostenere la Serie A anche per il triennio 2021/2024 evitando una corsa al ribasso delle offerte.

 


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