Marotta parla con l’Inter, da definire il ruolo nell’organigramma – GdS

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26 ottobre 2018, 10:28
Marotta

Beppe Marotta e l’Inter parlano di un futuro insieme. La “Gazzetta dello Sport” sottolinea che il dirigente piace in casa nerazzurra, ma va definito il suo ruolo rispetto ai dirigenti già in organigramma.

DISCORSI IN ESSERE – L’Inter corteggia Marotta, ma in casa nerazzurra prevale comunque la cautela sull’argomento. Malgrado le voci di un’intesa già raggiunta su base triennale. Probabile che alla lunga finisca proprio così, ma ci sono ancora un po’ di gradini da scalare. Di sicuro un aggancio c’è già stato e ha permesso di rompere il ghiaccio. In conversazioni rigo­rosamente in inglese sono stati messi subito in chiaro i concetti più importanti in vista del pos­sibile matrimonio. Ad esempio alla famiglia Zhang piace l’idea che il sessantunenne dirigente lombardo aiuti Steven a pla­smare le proprie qualità da diri­gente. Un po’ com’è avvenuto a Torino. Nel 2010 la famiglia Agnelli chiese a Marotta di ac­compagnare la crescita profes­sionale dell’allora trentacin­quenne Andrea. E ora la storia è destinata a ripetersi in salsa in­terista.

RUOLO DA DEFINIRE – Tuttavia la sensazione è che per i passi formali si debba attendere il nuovo anno, sebbe­ne ormai il vento soffi alle spal­le dei protagonisti di questa vi­cenda. Ad esempio Steven Zhang intende riflettere su co­me suddividere i compiti tra i componenti del suo attuale staff. L’amministratore delega­to Alessandro Antonello appare destinato a proseguire la sua esperienza in casa Inter. Così come non viene messo in di­scussione il cfoo Giovanni Gar­dini. Semmai bisognerà capire come verranno spalmate le mansioni nel nuovo organi­gramma con il brand Marotta. Sono dettagli non da poco e ciò spiega il passo felpato dei pro­tagonisti della trattativa.

COPPIA CON AUSILIO – Un discorso a parte va fatto per il direttore sportivo Piero Ausilio che evidentemen­te conserverà la sua leadership nell’area tecnica. E gli stessi in­teressati escludono rischi di pe­ricolose collisioni. A tal propo­sito va ricordato che l’a.d. uscente della Juve nella sua carriera ha sempre lavorato in coppia con un direttore sporti­vo di peso. L’ascesa di Fabio Pa­ratici è esemplare, ma anche in precedenza Marotta aveva avu­to dei partner di fiducia sul ver­sante tecnico. Aggiungiamoci che la stima tra i due è di vec­chia data.

MEGLIO CHE CON SABATINI – Era stata più compli­cata, invece, la simbiosi tra Au­silio e Walter Sabatini, dimes­sosi a inizio d’anno. In quel ca­so, infatti, i due dirigenti avevano un background pro­fessionale molto simile e fatal­mente erano finiti su sponde opposte. Quell’esperienza in­ dubbiamente ha indotto la pro­prietà cinese a muoversi con ac­cortezza su questo fronte. L’im­pressione, però, è che il savoir­ faire di Marotta abbia lasciato il segno. L’idea di potenziare il management va di pari passo con la voglia di dare alla squa­dra uno schermo e di disegnare un progetto all’insegna della crescita. Sia nei ricavi, ma so­prattutto nei risultati.

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