Marino: “Inter, perché non Bergomi in panchina? Tra Marotta e Spalletti…”

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16 marzo 2019, 19:21
Pierpaolo Marino

Pierpaolo Marino – ex Direttore Generale dell’Atalanta -, ospite negli studi di “Calcio & Mercato” su Rai Sport, dando il proprio giudizio sulle situazioni di casa Inter, risponde con una provocazione su Bergomi a chi ipotizza i successori di Spalletti in caso di sconfitta nel derby

DERBY E OBIETTIVO CHAMPIONS – Il presente chiede risultati, ma Pierpaolo Marino frena l’agitazione in caso di KO: «Il derby non è mai di uno solo, magari poi la squadra in difficoltà sovverte il pronostico, ma sicuramente tra Gennaro Gattuso e Luciano Spalletti quello più “scomodo” è Spalletti, che comunque non rischia a campionato in corso, perché i risultati in palio sono troppo importanti e l’Inter è ancora in ballo per le prime quattro posizioni, ma una sconfitta potrebbe essere un’ulteriore perdita di carisma, per di più dopo il caso Mauro Icardi che potrebbe pesare tantissimo per il prosieguo a Milano. L’Inter a inizio stagione sembrava la terza forza del campionato, forse anche la seconda davanti al Napoli, invece ora si deve guardare le spalle perché rischia di perdere anche la Champions League dato che quelle che inseguono sono agguerrite. Spalletti è sotto i riflettori, ma il derby non è mai scontato. Sarebbe una follia esonerare Spalletti ora: a fine campionato si può, ma non ora, perché se poi l’Inter non andasse in Champions con un nuovo allenatore Spalletti potrebbe dire di averla lasciata in Champions e poi non c’è andata più! Io parlo per esperienza e dalla conoscenza dei personaggi: Spalletti ha lavorato con me tre anni, lo conosco fino alle ossa, non solo al sangue! Con Beppe Marotta ho diviso la camera ai tempi del supercorso da dirigente sportivo…».

CASO ICARDI E DOPO SPALLETTI – Marino dice la sua anche sul futuro nerazzurro: «Mi hanno colpito le parole di Massimo Moratti (vedi articolo), che appena scoppiato il caso Icardi si è scagliato contro la società, invece adesso ci ha fatto capire che il problema sta nello spogliatoio, che è la tesi sempre sostenuta: Marotta e Spalletti hanno dovuto prendere atto di una sfiducia della squadra nei confronti del proprio capitano. La critica adesso si sta schierando contro Marotta come fosse il responsabile della cosa, in realtà non lo è. Se la squadra chiede la sfiducia del capitano, non puoi difenderlo, perché che capitano è? Javier Zanetti è mai stato messo in discussione dalla squadra? Antonio Conte è in ballo, poi bisogna vedere cosa succede a Massimiliano Allegri a Torino… José Mourinho era criticatissimo prima di fare il Triplete nel 2010 perché sembrava fuori da campionato e Champions, poi con un colpo di coda ha vinto tutto: Mourinho ha tenuto le critiche nel taschino ed è andato via, Allegri sa che deve uscire da vincitore… Esteban Cambiasso traghettatore affiancato da Walter Zenga? E perché non Beppe Bergomi allora? Lo conosco, è molto bravo come allenatore, se dobbiamo fare un consesso di ex giocatori dell’Inter… (ride, ndr)».

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