Marianella: “Conte-Inter, non problema di mercato. Da scudetto, Eriksen…”

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25 Agosto 2020, 00:24
Massimo Marianella Massimo Marianella
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Per Marianella fra Conte e Inter i dissidi, che oggi potrebbero portare all’addio, non riguardano il mercato. Il giornalista, ospite di “Calciomercato – L’Originale” su Sky Sport, ha anche parlato dello scarso utilizzo di Eriksen e della finale di Europa League di venerdì scorso.

GRANDE PECCATOMassimo Marianella torna sulla delusione dell’Europa League: «Veramente a un passo. L’Inter ha giocato bene la finale, che poi come spesso avviene in queste partite sono dei dettagli minimi decisivi che l’hanno decisa. Il mio amico Romelu Lukaku non è riuscito a fare gol, poi si è trovato sulla traiettoria (del 3-2, ndr). Troppo nervosismo? È molto strano. Innanzitutto Éver Banega straordinario provocatore, perché è riuscito ad accendere e ha trovato il nervo scoperto di Antonio Conte. È riuscito ad accendere una poemica continua, e non si capisce perché. Il giorno prima c’erano i giocatori dell’Inter sorridenti, facevano il torello eccetera. I giocatori del Siviglia occhi bassi, Julen Lopetegui arrivava e faceva un’intervista, poi un giro di campo e un’altra. Erano loro l’immagine del nervosismo, questo cambio non lo so. Forse hanno subito troppo la partita».

ERRORI COMMESSI… DA CONTE? – Marianella prova a capire perché è arrivato il KO venerdì: «Credo che la delusione fosse forte, perché l’Inter sapeva di avere delle carte. È scesa in campo da favorita, la sensazione che abbiamo avuto era che sul 2-2 con due squadre stanche c’era bisogno di qualcuno che ragionasse che desse la palla agli attaccanti, che è arrivata poche volte. Christian Eriksen e magari Borja Valero: i cambi troppo tardi. Io credo che l’Inter sia già, onestamente, da scudetto. Credo che se dovesse arrivare Massimiliano Allegri vedremmo un trequartista, quindi Eriksen dietro le due punte, e la difesa a tre».

DIVORZIO POSSIBILE – Oggi ci sarà il vertice sull’allenatore e per Marianella ci sono motivi che potrebbero portare all’addio: «Non è stato prima un problema di mercato, credo che sia più un problema di rapporti. Io penso che Conte non si sia sentito tutelato da una certa parte della società Inter, nel momento più difficile per lui della stagione. Anche umanamente, dal punto di vista familiare, quando è accaduto qualcosa che è uscito troppo facilmente sulla squadra: questo credo che non l’abbia gradito, è quello delle pallottole. Penso che non si sia sentito tutelato, da lì metti tutto insieme e sei meno sicuro di tutto il progetto. Poi metti che è stato in Inghilterra, ha capito come funziona e un’idea di manager all’inglese non gli dispiacerebbe».


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