Marani: “Inter, discontinuità rispetto alla storia. Vecino condiziona, Icardi…”

Articolo di
8 ottobre 2018, 13:59
Matteo Marani

Il giornalista Matteo Marani è stato ospite dell’ultima edizione di Sky Sport 24. Nel suo lungo intervento relativo all’Inter ha evidenziato la capacità di reagire a un episodio negativo (il gol di Alberto Paloschi ieri per il momentaneo 1-1 della SPAL, ma non solo) e la presenza di Matias Vecino che migliora anche il rendimento di Mauro Icardi.

UOMINI CHIAVE«Mauro Icardi certamente partecipa molto meno di Gonzalo Higuain alla manovra, non ci sono dubbi, ma se lo prendiamo dal punto di vista dei gol non si può discutere perché centotredici gol in Serie A a venticinque anni (centotré con l’Inter, ndr) è qualcosa di incredibile, di sensazionale, che ha pochissimi precedenti. Icardi è croce e delizia, si commenta da solo: gli arriva il pallone e nel giro di una settimana ti cambia la storia dell’Inter, c’è sempre la sua zampata come c’era stata col Tottenham. In qualche modo croce perché è un giocatore talmente unico nei movimenti e nel ricevere il pallone che condiziona la squadra: devi giocare in maniera abbastanza precisa per trovarlo e portarlo a segnare. Alla sua stessa età Francesco Totti, che poi ha chiuso la carriera a duecentocinquanta gol, ne aveva fatti la metà: era a cinquantasei gol nel 2001, ha ancora una carriera molto fresca e molto giovane. Però è chiaro che devi giocare molto su di lui, anche se sto vedendo che quando c’è Matias Vecino in campo l’Inter ha un’alternativa: sta andando molto dentro l’area di rigore e questo aiuta, anche sul gol la presenza di Vecino condiziona la difesa avversaria, sono un pochino più impegnate anche con altri giocatori, credo che questo dia un vantaggio anche all’Inter che all’inizio aveva soltanto Icardi in area di rigore. Credo che sia un’indicazione chiara data da Luciano Spalletti».

SCELTA DI GIOCO«L’Inter non sta giocando un calcio molto bello e molto divertente, non so se è una cosa strutturale ma probabilmente l’Inter per come è fatta, per le sue caratteristiche e il centravanti unico che partecipa meno alla manovra rispetto agli altri, forse è condannata a giocare questa maniera di forza e reazione. Ieri Spalletti ha sottolineato la capacità di reazione e non ci sono dubbi, anzi: rispetto alla storia dell’Inter questo segna una grande discontinuità e una grande differenza. Negli scorsi anni eravamo abituati a un’Inter un po’ remissiva che nei momenti di difficoltà diventava improvvisamente fragile, questa è un’Inter che nel momento più difficile della stagione ha avuto una reazione da grandissima squadra, su questo non ci sono dubbi. Ha tempra, ha carattere e ha forza, il gioco non è ancora entusiasmante e peraltro la cosa che mi colpisce è che tutte le squadre che giocano contro l’Inter giocano buone prestazioni: ieri la SPAL ha fatto una bellissima partita, al di là di Manuel Lazzari che è stato la gemma tutta la squadra ha giocato bene. Aveva giocato bene la Fiorentina, aveva giocato bene il Tottenham, l’Inter lascia spazi e gioca un calcio non entusiasmante, però in questo momento serve e la consolida al terzo posto, l’obiettivo in questo momento secondo me verosimilmente più alla portata dell’Inter, perché il Napoli lo considero più forte. Joao Miranda? Certi errori non sono concepibili, sul rigore è andata bene ma non sono concepibili sul gol di Alberto Paloschi, non puoi prendere quel gol lì con l’esperienza, la carriera e la storia che hai».

Inter-news.it - Google News Inter-news.it - New Now





ALTRE NOTIZIE