Mancini e l’Inter camaleontica, ma con quattro punti fissi – GdS

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9 gennaio 2016, 11:12
mancini icardi

La “Gazzetta dello Sport” analizza tatticamente l’Inter di Mancini. La creatura del tecnico è una formazione camaleontica, che cambia praticamente sempre, ma con quattro punti fermi: Ljajic, Perisic, Icardi e Medel.

INTER CAMBIABILE – L’Inter di quest’anno è una formazione camaleontica. Diciotto formazioni diverse in diciotto giornate, moduli che si alternano di volta in volta a seconda delle necessità. 4-3-3, 4-5-1, 4-4-2, 4-3-1-2, 4-2-3-1, 3-5-2, i moduli si sono visti tutti, e in più Mancini può mettere sempre un suo tocco.

MOSSE AD HOC – Ci sono stati un paio di casi evidenti della capacità del tecnico di spostare un suo giocatore influendo sul risultato. A Empoli Ljajic è partito largo cercando scambi, ma ha trovato pochi spazi e ancor meno spunti. Mancini allora lo ha messo trequartista, al centro del gioco, ed è arrivato il gol di Icardi. Una mossa già fatta a Napoli, poco sottolineata per la sconfitta finale, ma le trovate buone si riutilizzano. C’è poi Perisic: il croato è partito trequartista ed ha fatto anche l’esterno a tutto campo, ma poi ha trovato la sua collocazione fissa sulla fascia. Da quella posiizione due gol e un assist per lui, tutti decisivi.

QUATTRO PILASTRI – Mancini sa attingere alla sua rosa e sfruttare i suoi in modi diversi. Ma anche questa Inter ha dei punti fermi e secondo la “Gazzetta dello Sport” sono quattro in particolare: Ljajic, Perisic, Icardi e Medel. Il serbo è il regista della fase offensiva. Il croato serve per gli spunti e il fondamentale contributo di corsa e copertura. Icardi sta crescendo nel lavoro per la squadra, non abbandonando il suo senso del gol. Le reti a Udine sono un manifesto: palloni regalati su cui si è avventato perchè ha capito che si può vivere anche lontano dall’area. Poi c’è Medel. Il cileno sembrava in discussione dopo l’arrivo di Melo, ma ha trovato il suo spazio sia da centrocampista che da difensore. Si è preso l’Inter anche più di prima, amplificando il suo ruolo. Mancini lo apprezza per leadership e lo considera un equilibratore fondamentale. A Empoli è stato il vero schermo davanti alla difesa con corse in orizzontale per appannare la visuale a Saponara calibrando il modulo in un 4-1-4-1.

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