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Malagò: “Serie A, grande risultato. Io scettico? Servivano regole da subito”

Il quotidiano “La Stampa” ha intervistato il presidente del CONI Giovanni Malagò. Si parla ovviamente della ripartenza della Serie A e della Coppa Italia. Ma non solo

VITTORIA – La luce in fondo al tunnel. Dopo mesi di zuffe e incomprensioni, i signori del calcio hanno portato la barca in salvo, ottenendo l’unico risultava che interessava loro: la ripresa della Serie A (QUI date e calendario): «Il calcio è stato molto bravo a perseguire gli obiettivi con determinazione e abnegazione – sottolinea il presidente del CONI Giovanni Malagòdevo dargliene atto. E a farlo senza cercare di aggirare gli ostacoli. Chi altri ne esce vincitore? Governo e ministro Vincenzo Spadafora. Non hanno deragliato dalla propria strada, non hanno ceduto alla tentazione: nessuno sconto al calcio rispetto ai cittadini sui protocolli».

REGOLE – Il presidente Malagò si è sempre mostrato piuttosto scetticista nei confronti della ripresa della Serie A: «La parola scetticismo non mi piace. Non ho alcun problema a riconoscere quello che hanno fatto. Il problema non era tornare a giocare, ma riprendere con protocolli ben precisi. Avevo chiesto un piano B, ho sentito il ministro dire che c’è e c’è pure il C. Non è mio compito giudicarli, ma mi fa piacere. Il calcio aveva il diritto/dovere di provare a ripartire. Usciamo tutti a testa alta. Certo, si poteva non perdere tempo all’inizio stabilendo subito le regole senza cercare percorsi alternativi. Quando uno viene travolto dal virus, non può scegliere. Si perde e basta. Si tratta di subire meno danni possibili, il calcio l’ha finalmente capito ma stando dentro i protocolli. Non chiedendo condizioni speciali. E ripartendo anche con una competizione in chiaro che può accontentare tutti».

RIMBOCCARSI LE MANICHE – Adesso arriva la parte più dura, ma anche quella più intrigante per la Serie A che si prepara a ripartire: «Entrambe le cose – sottolinea Malagò -. Il bello perché vedere rotolare una palla in rete dà sempre grandi sensazioni. Il difficile perché sappiamo che si riparte, ma come dice anche Spadafora incrociamole dita perché non si ripiombi nell’emergenza».

DIFFERENZE – Restano alcuni nodi critici che possono ostacolare una Serie A già in rampa di decollo. La quarantena obbligatoria è una scomoda realtà ancora attuale, rispetto alla Bundesliga che ha deciso di bypassarla: «Non voglio addentrarmi nei dettagli – ripete Malagò – ma faccio solo notare una cosa. Ora tutti parliamo del modello tedesco, ma se compri un cesto di ciliegie è troppo semplice scegliere quella più dolce, più grossaepiù matura. Rispetto alla Bundesliga le differenze sono di sistema, non solo di protocollo. È diverso lo status dei calciatori, sono diverse le modalità di ripartizione dei diritti tv. È diversala filiera».

Fonte: La Stampa

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