Malagò: “Ripresa allenamenti? No, almeno fino al 27 aprile. Lo scudetto…”

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10 Aprile 2020, 17:01
Giovanni Malagò
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Malagò – intervenuto ai microfoni di “Radio Radio” – parla delle intenzioni del calcio italiano, che intende riprendere la stagione nonostante le evidenti difficoltà derivanti dall’emergenza Coronavirus. Il presidente del CONI esclude una ripresa degli allenamenti a breve

CALCIO Giovanni Malagò, Presidente del CONI, spiega come mai il calcio si pone in maniera diversa rispetto ad altre discipline: «Oggi, in un modo quasi unanime, tutte le federazioni o quasi tutte stanno andando verso la chiusura della stagione agonistica. Qualcuna senza polemiche, qualcun’altra con un colpo di coda che arriva magari dalla singola società o dalla Lega. Questo è sotto gli occhi di tutti e negarlo sarebbe ridicolo. Il calcio vuole andare avanti. Quindi si mette in una situazione diversa rispetto alle altre discipline, questo è un fatto acclarato».

ATTENZIONE – Malagò parla anche della questione economica e dell’impegno del Governo: «Più di una società, diciamo per il 90%, sono in affitto presso degli impianti che sono dei Comuni. Quindi è chiaro che il Comune non potrà richiedere lo stesso appannaggio mensile. Servirà che il Governo sostenga i Comuni in questo tipo di politica. Io parlo spesso con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, devo dire che il Governo è sempre molto sul pezzo e attento queste dinamiche. Se si ricomincia a giugno è una cosa, a luglio un’altra e a settembre un’altra ancora. Sarei già felice di sapere che dall’1 settembre tutto possa ripartire, magari non al 100%».

RIPRESA – Malagò affronta anche lo spinoso tema della ripresa degli allenamenti: «Per un paio di settimane si era fermata l’attività sportiva con l’eccezione di pochi atleti olimpici. Fino a quando non c’è stata la decisione di rinviare le Olimpiadi, questi atleti, con un regolamento rigidissimo di utilizzo della loro attività, hanno potuto proseguire con la preparazione. Questa cosa è stata impedita per evitare che qualcuno potesse dire “perché loro possono farlo e il calciatore no”». 

DECISIONI – Il presidente del CONI anticipa la volontà del Governo: «È chiaro che bisogna fare due distinzioni. La prima è sport individuale e di squadra, la seconda è attività outdoor e indoor. Il governo ha voluto accomunare tutto e tutti. Quindi con il DPCM attualmente in atto fino al 13 aprile non è possibile allenarsi. Io suppongo che il DPCM verrà prorogato fino al 27 aprile oppure fino al weekend dell’1 maggio. DPCM che proprio in questi minuti stanno predisponendo».

TITOLO – Per finire, un commento sull’eventuale assegnazione dello scudetto: «Va ricordato un aspetto imprescindibile: gli unici soggetti che hanno potere di fare un intervento giuridico sull’assegnazione dei campionati sono le Federazioni. Succede che in alcuni sport, per esempio il calcio, si è demandata la delega alle Leghe. Per cui è la Federazione che dovrà, nel caso in cui venisse sospeso il campionato, decidere in totale autonomia di assegnare uno scudetto e prendere provvedimenti su retrocessioni e coppe europee. È una tematica che non mi compete».


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