Malagò: “Protocollo per il calcio? No, partita della Serie A! Sostegno…”

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21 Aprile 2020, 23:54
Giovanni Malagò
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Malagò ha appena concluso il suo lungo intervento su “Sportitalia Mercato”. Il presidente del CONI, dopo aver chiarito come sia a favore della ripartenza del calcio (vedi articolo), si è espresso su altri passaggi e sulla Serie A in particolare.

LA REPLICAGiovanni Malagò commenta l’uscita discussa del ministro Roberto Speranza, che ha dichiarato come il calcio sia l’ultimo dei problemi: «Ho letto le riflessioni del Ministro della Salute sul mondo del calcio, sta a lui rispondere. Immagino e presumo che le pressioni fatte sull’esecutivo, e indirettamente a lui, siano state importanti. Forse da lì nasce una battuta, che non mi permetto di commentare».

IL PIANO – Malagò spiega il sostegno per far ripartire la Serie A, il calcio e lo sport: «C’è molta disponibilità ad ascoltare queste nostre istanze, a cercare di fare il possibile per venirci incontro. Io, anche ieri pomeriggio, sono stato tre ore in videoconferenza con lo stato maggiore del Ministero. Si è entrati nel merito di tutto quello che è stato chiesto, stiamo rispondendo alle domande di quarantaquattro federazioni punto per punto. Il Governo chiede quali siano le istanze di questi mondi, come si risolverebbero i problemi sanitari che riguardano gli impianti. Abbiamo scritto una lettera, stiamo raccogliendo questi dati e costruendo un comitato con i medici sportivi, che sono l’eccellenza del Paese. Abbiamo chiesto al Politecnico di Torino se, oltre al protocollo medico scientifico, cosa ci sia da fare a livello organizzativo. Sta completando un documento, entro massimo fine settimana di consegnarlo».

COSA SUCCEDE ORA? – Malagò spiega i prossimi passaggi: «Domani il calcio presenta un suo protocollo al Governo. È l’unico protocollo che è fuori dall’egida dei medici sportivi, magari è migliore ma così vi rendete conto di quello che è lo stato dell’arte. Partite a porte aperte? Non è all’ordine del giorno la questione. Il documento non prevede la presenza del pubblico, è chiaro che in uno step successivo e non prioritario verrà preso in considerazione. Il calcio sta legittimamente giocando una sua partita, ha tutti i diritti e i doveri. Non ha avuto l’interlocuzione della Federazione medico-sportiva, ma magari il protocollo viene approvato anche da loro. Hanno scelto una loro strada, ma il calcio è questo».

DISCORSO RISTRETTO – Malagò fa capire che le altre categorie potrebbero non poter applicare il protocollo: «Non è il calcio, è la Serie A. Cosa c’entra il calcio? Non c’entra nulla, a meno che non pensiate che le dinamiche di quel protocollo sono applicabili a tutte le partite. Credo che questo sia un controsenso, non parliamo del calcio ma della Serie A. È sempre sbagliato generalizzare, questo succede in altri settori. Ripartire con gli allenamenti il 4 maggio? Ce lo auguriamo, per il calcio così come per tutti gli altri mondi. Ha ragione Gabriele Gravina che non vuole essere il becchino. Ci siamo sentiti, non lo invidio per essere in una situazione complicata con responsabilità importanti».


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