Lukaku balla solo in Italia: dominante in A, assente in Europa – TS

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7 novembre 2019, 11:08
Lukaku
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“Tuttosport” sottolinea la differenza di rendimento di Lukaku tra la Serie A e la Champions League. Il belga non riesce a replicare il suo rendimento.

CERCASI 9 IN EUROPA – Romelu Lukaku balla solo in campionato. Un po’ come l’Inter, che in Champions ha un andamento da provinciale (4 punti in altrettante partite del girone con Barcellona, Borussia Dortmund e Slavia Praga). Il belga in Europa è ancora a secco mentre in Serie A va come un treno: con 9 gol nelle prime 11 giornate ha addirittura eguagliato quanto riuscito a Ronaldo nell’anno di grazia 1997/98. Non è un caso: in Champions la fisicità di Lukaku non è un fattore come in Italia dove trova avversari troppo teneri (basta vedere il modo in cui è stato marcato da Bani a Bologna e Peluso a Reggio Emilia contro il Sassuolo) per trovarsi in difficoltà.

DIFFERENZA – Stride il paragone con Lautaro Martinez che al Signal Iduna Park ha segnato il terzo gol nelle ultime tre gare di Champions, cosa che all’Inter non avveniva dai tempi di Samuel Eto’o (2010) arrivato poi fino a quattro. Il numero 9 ha saltato la gara con il Barcellona per un guaio alla schiena ma nelle altre tre gare è stato titolare ed è finito sostituito tanto all’andata, quanto al ritorno con il Borussia da Esposito (il cui ingresso ha dato una scossa in ripartenza all’Inter) e Politano. Con lo Slavia è rimasto in campo fino al 90’ senza lasciare grandi tracce. Tutt’altra musica in campionato, dove Lukaku è diventato il simbolo della rincorsa alla Juve: se l’Inter è arrivata a 28 punti dopo 11 giornate, molto lo deve al suo centravanti che – come aveva previsto Conte – è immarcabile per le difese soprattutto delle medio piccole dove i centrali mai avevano avuto a che fare con un centravanti di quella stazza.

MANCA SANCHEZ – In Italia, oltre a segnare, Lukaku è pure centro di gravità del gioco d’attacco. In Europa invece – come prova quanto avvenuto nel secondo tempo martedì a Dortmund – fatica a tenere alta la squadra usando il suo corpaccione come scudo per il pallone. Anche per questo motivo è grave – soprattutto in Champions – l’assenza di Alexis Sanchez: a Barcellona il cileno e Martinez avevano messo in ginocchio i blaugrana in un primo tempo (quasi) perfetto. A Dortmund, quando nel secondo tempo il Borussia ha alzato il ritmo, l’Inter non è più ripartita e mai è riuscita a tenere il pallone lontano dalla propria trequarti, il che – alla lunga – ha reso insostenibile per la fase difensiva il peso degli attacchi del Borussia.


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