Lippi: “Nuova stagione? Finiamo questa. Calciatori viziati? Demagogia!”

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7 Aprile 2020, 09:33
Marcello Lippi
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Marcello Lippi, ex allenatore tra le altre di Inter, Juventus e Nazionale, campione del Mondo nel 2006, nel corso di un’intervista rilasciata alla “Gazzetta dello Sport” dice la sua riguardo la possibile ripresa del calcio.

LA RIPRESAMarcello Lippi dice la sua riguardo la possibile ripresa del calcio dopo l’emergenza Coronavirus (Covid-19): «Soltanto quando saremo a contagi zero. Non importa se a porte aperte o chiuse: non è questo il problema. Il problema è che impossibile non succeda qualcosa se una squadra, una cinquantina di persone in tutto, viaggia e incontra camerieri, cuochi, autisti… Solo quando questa guerra sarà vinta dovremo ripartire. E dalla 26ª giornata. Niente play-off o altre formule, per carità. Dodici giornate. Non è giusto che chi ha fatto sei mesi eccezionali debba giocarsi tutto in due partite, e lo stesso per chi sta lottando per la retrocessione. Campionato e coppe: non si comincia la nuova stagione prima di aver finito questa. La prossima partirà più tardi, avrà qualche turno infrasettimanale. Non importa. E non è soltanto questione di campo: tra reclami, ricorsi, avvocati, tribunali… non ne usciremmo più».

UNA SPERANZA – Lippi spera nella tutela del calcio dilettantistico e poi difende la categoria dei calciatori: «Spero che, chi decide, stia pensando al calcio dilettantistico che rischia di scomparire. Spero lo protegga. Quello d’élite ne uscirà sicuramente ridimensionato, ma tutto sommato non sarebbe neanche un male. Ridimensionati anche i giocatori? Sì, e accetteranno. Si è portati a credere che siano tutti viziati e ricchi, che pensino solo a soldi, macchine, belle donne. Demagogia. Ci sono quelli così come in tutte le categorie. Ma poche hanno la stessa sensibilità sociale dei calciatori. Odio chi fa beneficenza e lo comunica subito ai giornali. I calciatori la fanno in silenzio. E non soltanto se regalano soldi a chi ne ha bisogno. Anche se dedicano un pomeriggio a bambini autistici o disabili, offrendo il loro tempo e il loro sorriso».

NIENTE EUROPEO – : «Mi spiace per l’Europeo saltato, ma l’Italia è così forte che farà benissimo anche nel 2021. E aggiungo, con la passione con cui un nonno può seguire il nipote: recupererà giocatori importanti come Zaniolo. Magari per Mancini potrebbe essere quello che è stato per noi Totti. Cannavaro pronto per allenare in Italia? Ma sì che è pronto. Prontissimo. Ha saggezza, esperienza e sa coinvolgere le persone che lavorano con lui».


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