L’Inter pensa anche alle liste: servono italiani e giovani del vivaio – TS

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15 Marzo 2020, 10:46
Sebastiano Esposito
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“Tuttosport” sottolinea come l’Inter abbia bisongo di giocatori italiani e costruiti nel vivaio anche per ovviare ai problemi di compilazione delle liste.

QUESTIONE LISTE – Marotta crede che un gruppo italiano faccia la differenza in Serie A. Ma c’è dell’altro: l’evoluzione dell’italianizzazione dell’Inter, unita alla conclusione del settlement agreement firmato con la Uefa ai tempi di Thohir, potrà incentivare la ricerca di giocatori italiani da far crescere nel vivaio per “farsi in casa” i vari Sensi o Barella. In lista Uefa, dopo l’addio a gennaio di Dimarco, prestato al Verona, c’è il solo Biraghi prodotto nel giovanile e nella prossima stagione (sempre che l’esterno venga acquistato dalla Fiorentina), un altro slot verrebbe occupato da Radu, destinato a tornare alla base. Al gruppo va aggiunto Esposito che, forte dei suoi 18 anni, resterà in lista B, ma – a meno di acquisti di giocatori dal curriculum nerazzurro nel vivaio – resteranno due slot vuoti. Lacuna da colmare negli anni (finora i prodotti del vivaio sono stati utilizzati per maturare importanti plusvalenze a bilancio) ma, vista la bravura di Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile, non ci sarà da pazientare molto. Il primo “enfant du pays” che potrebbe fare al caso della prima squadra (oltre a Esposito) potrebbe essere Lorenzo Pirola, già promosso da Conte in estate per cui potrebbe essere disegnato un percorso “alla Bastoni”: con uno o due anni a farsi le ossa per poi tornare ad Appiano dalla porta principale. Anche perché, l’Inter che verrà, sarà sempre più azzurra.


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