L’Inter ha poche opzioni in panchina, Conte non ha contributi dalle riserve – GdS

Articolo di
8 novembre 2019, 10:33
Antonio Conte Inter

La “Gazzetta dello Sport” sottolinea come tra Inter e Juventus ci sia una differenza netta nel contributo dalla panchina. Conte ha poche opzioni.

NESSUNA SVOLTA IN PANCHINA – Aveva appena perso la sfida diretta a San Siro con gol del subentrante Higuain e per parlare della panchina della Juve Antonio Conte si mise a fare il mimo. Una mano sugli occhi, l’altra a indicare immaginari giocatori: «Se chiudi gli occhi e peschi, peschi bene. Gente come Ramsey, Higuain, Emre Can, Rabiot non era in campo all’inizio». Prima cosa: aveva digerito meglio quella sconfitta che l’ultima. Seconda cosa: la scenetta riassume bene il Conte-pensiero sulla distanza fra la sua panchina e quella dei rivali. Su questo, e sul diverso peso dei non-titolari, in pochi si sono sentiti di obiettare. La rosa della Juve non ha paragoni per profondità, almeno nel nostro campionato: chi si è alzato dalla panchina, da Higuain allora a Douglas Costa mercoledì, spesso risolve problemi. In 15 partite complessive, fra campionato e Champions, è successo sei volte, con tre gol e tre assist. Il triplo rispetto all’Inter, ferma a due lampi di inizio stagione, tutti firmati Barella, uno che era un titolare in pectore, ma dall’inserimento ritardato. Dal 17 settembre, data di Inter-Slavia Praga, il tecnico non ha più trovato una «giocata decisiva» fra gli uomini seduti al suo fianco.

QUALITA’ CERCASI – La sostituzione che è andata più vicina all’essere vincente è quella che ha lanciato un 17enne in Champions. Esposito nell’andata col Dortmund entrò, fece fare «oooh» con uno stop e poco dopo rimediò un rigore in fuga solitaria. L’errore dal dischetto di Lautaro non ha “sporcato” la prestazione di Seba, da 7,5 in pagella. È il picco fra i 36 voti di chi è entrato nell’Inter a gara in corso. Nel complesso ci si ferma a qualche centesimo dal 6, come media voto (5,94). Nella memoria dei tifosi resta un Politano spesso pericoloso quando entrava nei finali, il ricorso a Lukaku a Genova in 10, un paio di innesti positivi di Sensi e Candreva. Il resto dimenticabile, o indimenticabile per i motivi sbagliati, come il terribile impatto di Lazaro a Reggio Emilia, col Sassuolo vicino al clamoroso 4-4. In generale, con un modulo fisso e risorse contingentate da infortuni e impegni ravvicinati, i cambi difficilmente in questa parte di stagione hanno costituito svolte. Più spesso sono serviti per far rifiatare, provare a mettere pezze, tenere un risultato.

Condividi questo articolo

Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE