L’Inter e la fase 2, cautela per la ripresa: in campo solo dopo i test – GdS

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5 Maggio 2020, 09:15
Esultanza Inter
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“La Gazzetta dello Sport” ha sottolineato il piano per la ripresa individuale dell’Inter, che ha posticipato l’apertura del Centro Suning ai suoi calciatori. Le motivazioni sono legate al protocollo arrivato ieri mattina ai club. Ma i nerazzurri non vogliono correre rischi e programmano così la ripartenza

ZERO RISCHI – Cautela, ancor prima che pazienza. L’Inter non riparte stamattina, come inizialmente previsto. Il centro Suning vivrà oggi le ultime ore di silenzio. Appuntamento a domani, o al più tardi giovedì, una volta che tutti i giocatori avranno completato i test medici e fisici prima della ripresa. I motivi del rinvio vanno letti nel protocollo, arrivato ai club ieri mattina, sulle linee guida per la ripresa degli allenamenti individuali, valido anche per le squadre di Serie A almeno finché non sarà messo a punto il nuovo decalogo per i giochi di squadra. Già da ieri pomeriggio l’Inter ha avviato i test per i singoli giocatori. Si parla della classica visita di idoneità agonistica, ma anche dei famosi tamponi (o test similari) per scongiurare casi di positività al Covid all’interno del gruppo.

MOTORI (RI)ACCESI – Lo staff medico conta di completare il tutto entro oggi, così da permettere ad Antonio Conte e al suo staff di tornare in campo, individualmente, già da domani. Il tutto, evidentemente, nell’attesa che sarà definito il protocollo in vista del 18 maggio, che dovrebbe arrivare entro fine settimana. La Pinetina nel frattempo si è attrezzata. Conte suddividerà i giocatori dell’Inter nei quattro campi a disposizione, scaglionando gli ingressi nel centro sportivo. L’idea è di lasciare la metà campo a un singolo giocatore. Due calciatori per ogni terreno di gioco, otto in totale ma mai contemporaneamente, divisi in maniera temporale, sfruttando tutto l’arco della giornata. Almeno inizialmente, infatti, Conte ha previsto una sola seduta al giorno per ogni singolo calciatore. E saranno prevalentemente sedute atletiche. Il pallone si vedrà solo per piccoli esercizi.

SPAZI – È quasi come ripartire dopo uno stop estivo. Alla Pinetina saranno sempre presenti ovviamente un medico, un fisioterapista e un paio di componenti dello staff tecnico. Per tutti c’è l’obbligo di indossare la mascherina dentro il centro sportivo. I giocatori potranno utilizzare singolarmente le camere per cambiarsi prima e dopo la seduta, oltre che per fare una doccia. Lo spogliatoio classico resterà infatti chiuso, come pure la club house, il ristorante e tutti gli spazi in condivisione. Sul resto è bene procedere con cautela massima, in attesa di chiarimenti definitivi. Cautela che vale anche per tutti i dipendenti del club: si continua con lo smart working nelle varie sedi nerazzurre. In fondo l’Inter, su invito di Steven Zhang, è stata la prima in Italia a recepire determinate direttive.

TUTTI INSIEME, FINALMENTE – Da domani, dunque, addio ai garage condominiali, soluzione logistica che Conte e il suo staff avevano suggerito a Romelu Lukaku e compagni per abbandonare la noia da tapis roulant e cyclette. Conte avrà tutti a disposizione. Gli stranieri sono da tempo tornati in Italia, l’unico è Alexis Sanchez che deve completare la quarantena domani e che potrà tornare ad Appiano solo da giovedì. Conte pian piano ritroverà la rosa al completo, cosa che di fatto è accaduta all’Inter solo in due passaggi di inizio stagione. In linea teorica, al netto di tutte le incognite fisiche dopo due mesi di stop, è il miglior biglietto da visita da spendere per il finale di stagione.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Davide Stoppini


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