Lega Serie A, si allarga il fronte per la ripresa: Milan e Inter convinte – CdS

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20 Aprile 2020, 10:19
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Il “Corriere dello Sport” spiega la situazione interna alla Lega Serie A. Si allarga il fronte per la ripresa, ma rimangono dei dubbi.

VOLONTA’ DI RIPRENDERE – Figc e Lega vanno avanti per la loro strada e dal summit convocato mercoledì dal ministro Spadafora col mondo del calcio si aspettano l’ultimo assist per la ripresa. Al tempo stesso però restano alcune società che hanno espresso le loro perplessità attraverso un documento inviato alla Lega e alla Figc. E ci sono pure i medici dei club non felici di dover applicare un protocollo non facile da applicare soprattutto nella fase iniziale.

MILAN E INTER PER IL SI’ – La discriminante restano le condizioni di salute e sicurezza con cui tornare in campo. Ieri il Milan ha ingrossato le fila di quelle società che sono a favore della ripresa esprimendo una posizione pubblica inequivocabile. Ha parlato il presidente Scaroni. Più o meno lo stesso concetto lo ha espresso l’Inter, anche se in via informale. I nerazzurri sottolineano che qualsiasi considerazione in questa fase deve necessariamente considerare l’evoluzione dei fatti e la gravissima situazione in cui versano Milano e la Lombardia. La società si atterrà alle decisioni delle autorità competenti, ma intanto tra le big è stata la prima a richiamare i giocatori a cui aveva dato l’autorizzazione a partire.

I DUBBI DEL NO – Sul loro cammino Lega e Figc qualche sassolino lo troveranno. Lo hanno messo quelle società, soprattutto medio-piccole, che hanno interessi a non concludere la stagione. Hanno preparato un documento nel quale pongono quesiti preliminari alla presentazione del nuovo calendario per la conclusione della stagione. Il timore maggiore è quello che richiamando i giocatori e cominciando con allenamenti e ritiri non sia più invocabile la causa di forza maggiore. Dunque non sarebbe possibile chiedere qualsiasi forma di contributo alla perdite. Ma accanto a questo ci sono dubbi soprattutto sul protocollo medico Figc. La responsabilità civle e penale di eventuali omissioni o inottemperanze ricade sugli organi apicali dei club e poi ci si chiede su chi incombe la responsabilità patrimoniale e penale in caso di contagio di atleti nella fase di ripresa. Infine il nodo dei contratti in scadenza il 30 giugno, oltre che sui prestiti con diritto o obbligo di riscatto. Si invoca un intervento federale.


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