Lega Serie A-Governo, slitta ripresa allenamenti? I nodi da sciogliere – GdS

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23 Aprile 2020, 08:35
Paolo Dal Pino presidente Lega Serie A
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La riunione tra la Lega Serie A e il ministro dello Sport Spadafora si è conclusa con un nuovo nulla di fatto sulla ripresa degli allenamenti (vedi articolo). L’edizione odierna della “Gazzetta dello Sport” avanza l’ipotesi di un ulteriore slittamento per avere un quadro della situazione più chiaro. Di seguito i dettagli

SOFT – La Lega Serie A spinge per avere una data di ripresa allenamenti, seguita ovviamente dalle partite vere e proprie. L’aggiornamento di ieri con il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, si è concluso con un nulla di fatto. I club spingono per una ripresa “soft” il 4 maggio. Vale a dire ritiro blindato e allenamenti con distanziamento sociale. Le società pretendono qualche certezza anche sul dopo. Spadafora non si è sbilanciato (vedi articolo), rimandando tutti ai prossimi giorni, quando avverrà il confronto con il ministro della Salute Roberto Speranza e con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

SLITTAMENTO – Dal Governo filtra la volontà di concedere una ripresa degli allenamenti il 4 maggio purché si rispettino le due linee guida del protocollo: distanziamento e lavoro in forma individuale. Il problema nasce nel momento in cui non si ha certezza sulle date di ripresa campionato. Il prossimo DPCM non potrà dire sì alle partite e dunque all’orizzonte spunta anche l’ipotesi di un ulteriore slittamento degli allenamenti, magari a metà maggio, quando si avrà un quadro della situazione più definitivo. Sul tavolo anche la possibilità di svolgere i test sierologici, con via libera probabilmente dal 29 aprile e la possibilità di effettuare i tamponi nelle strutture private.

NODI – La preoccupazione più grande è legata ovviamente alla possibilità di un contagio e al da farsi in caso di giocatore positivo. Come comportarsi con il resto del “gruppo squadra”? Quanto potrebbe ipoteticamente durare l’isolamento per tutte le persone venute in contatto con il positivo? Un caso sanitario e legare di non facile soluzione. La responsabilità, infatti, andrebbe a cadere sul datore di lavoro, quindi il club di appartenenza. Ma su questo, e altri punti del protocollo, non si sarebbe registrata un’identità di vedute fra i medici. Da una parte la commissione Figc guidata da Zeppilli, dall’altra la Federazione Medico Sportiva guidata da Maurizio Casasco.

Fonte: Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni


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