Lautaro Martinez deve riprendersi, la Juventus occasione perfetta – TS

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7 Marzo 2020, 10:29
Lautaro Martinez Inter-SPAL
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“Tuttosport” sottolinea che l’Inter per la sfida con la Juventus chiede uno squillo a Lautaro Martinez. L’argentino è un un periodo di appannamento.

UOMO DA GRANDI PARTITE – Uno, Romelu Lukaku, è abbastanza allergico ai big match, come certifica l’unico gol segnato (al Chelsea) nelle ultime 23 sfide giocate contro le prime cinque in classifica tra Premier e campionato. Al contrario, l’altra metà della mela, ovvero Lautaro Martinez, quando gioca le grandi partite sguazza come nella piscina di casa: quest’anno ha già segnato alla Juve (ma su rigore, all’andata), al Barcellona (nella sfida del Camp Nou) e al Borussia, tanto a Dortmund, quanto a San Siro. Per questo, e molti altri motivi, Leo Messi l’ha scelto per rinforzare il Barça che verrà: amore pienamente corrisposto, come dimostrano i discorsi in corso da mesi tra le due società.

SIRENE DI MERCATO – Ad Antonio Conte queti discorsi (al momento) non interessano, considerato che lui è concentrato soltanto su quanto accadrà negli ultimi mesi della stagione. Lo è pure Lautaro che, vincendo lo scudetto con l’Inter, si presenterebbe al Camp Nou con uno straordinario biglietto da visita: quello di aver tolto a Cristiano Ronaldo il trofeo più importante nel calcio italiano. Scudetto che, tra l’altro, sarebbe per il Toro pure il primo titolo in una carriera ancora tutta da scrivere. Alla sfida contro CR7, Martinez non arriva però benissimo: sarà un caso ma, da quando sono deflagrate le indiscrezioni (sempre più particolareggiate e insistenti) sul suo passaggio al Barcellona, l’argentino non ha più fatto gol, tanto che l’ultima rete agli atti resta quella segnata al Cagliari il 26 gennaio prima del raptus che gli è costato l’espulsione e due giornate di stop. In soccorso del ragazzo scuola Racing è arrivato lo stesso Conte e quella dell’allenatore non è stata certo una difesa d’ufficio: «il ragazzo è serio e concentrato. Sta facendo bene e deve continuare così. Ha margini di crescita notevoli: ha solo 22 anni e rispetto all’anno scorso è già cresciuto in maniera impressionante. Lautaro è un ragazzo serio, si impegna e lavora».

QUANTI CAMBIAMENTI – Tutto vero però inevitabilmente le pressioni sulle sue spalle si sono fatte sempre più grosse. Un po’ perché tutto è cambiato intorno a lui nel giro di un anno: fino alla degradazione di Mauro Icardi (13 febbraio 2019) Martinez era la controfigura del capitano e un ragazzotto da far ambientare con calma nel nostro calcio. Oggi è uno dei talenti in prospettiva più promettenti a livello mondiale, un punto fermo della Nazionale argentina (anche grazie ai gol in Copa America) ed è destinato a diventare spalla di Messi nell’ultima parte della sua carriera in blaugrana. Difficile restare ancorati alla realtà, ma all’Inter giurano che il periodo di appannamento di Martinez sia esclusivamente figlio del caso.

SULLE ORME DI MILITO – Torino e lo Stadium – seppur nella sua versione senza spettatori – possono essere teatro ideale per risorgere. Anche perché lì gli argentini dell’Inter negli ultimi anni si sono sempre esaltati: Icardi mise la firma nell’1-1 del 6 gennaio 2015 ma, soprattutto, Diego Milito – grazie a una scintillante doppietta – griffò l’unica vittoria nell’impianto della Juve. Era il 3 novembre 2012 e Conte, che quella notte sedeva sulla panchina bianconera, sarebbe ben contento di assistere al bis. Anche perché le speranze scudetto dell’Inter, con la classifica sfilacciata pure dal rinvio della partita con la Samp, passano giocoforza da un grande risultato a Torino.


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