La Russa: “Spadafora mi ha chiamato! Protocollo cambi, ripresa Serie A…”

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13 Maggio 2020, 23:27
Ignazio La Russa
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La Russa è stato il protagonista di stamattina in Senato, visto il suo lungo intervento contro il ministro Spadafora (vedi articolo). Il vicepresidente del Senato è in collegamento con “Sportitalia Mercato” e ha dato parere favorevole sulla Serie A, in caso di modifica al protocollo.

SECONDO ROUNDIgnazio La Russa commenta il suo intervento di stamattina a favore della ripresa di calcio e Serie A: «Dopo, con Vincenzo Spadafora, ci siamo sentiti anche al telefono. Mi ha chiamato, ma io non ho niente di personale. Quello che non condivido è la cultura dell’essere prevenuti nei confronti del mondo del calcio professionistico, quasi che non fosse noto a tutti che è il calcio professionistico che dà i soldi al Governo per mantenere gli sport minori, con le tasse e le scommesse. Ha la sua cultura, che ha impedito di far prendere a Roma le Olimpiadi e a Torino quelle invernali, per fortuna avute da Milano-Cortina. Loro vogliono scaricare su altri le responsabilità e impedire che si dica che dal punto di vista sanitario ci sono tutte le condizioni per riprendere il campionato».

FUORI LA POLITICA – La Russa chiede che, sulla Serie A, si decida in termini sportivi: «Dal punto di vista sportivo si può decidere di riprendere, non riprendere o fare i play-off e i play-out. Tutto si può fare, anche assegnare lo scudetto alla Juventus che non mi piacerebbe molto, ma questo dipende dallo sport. Che il ministro, i comitati, Giuseppe Conte e tutto il Governo si vogliano arrogare il diritto di scegliere, senza una valenza seria tecnica, la chiusura del campionato non va assolutamente bene. Perché? Perché a oggi, dice l’Istituto Superiore della Sanità, fino a quarant’anni, con l’esclusione di pochissimi casi che avevano gravi malattie pregresse, non è morto nessuno. Qualcuno si può contagiare, anche asintomatico, ma casi letali sotto i quarant’anni nessun calciatore finora, incrocio le dita, no».

RESPONSABILITÀ CHIARE – La scorsa settimana si è detto che il Governo può fermare la Serie A. La Russa spiega come non sia così: «Non ci vengano a dire che, dal punto di vista della sicurezza, è più grave giocare a calcio piuttosto che qualsiasi altro lavoro. La chiamata di Spadafora? È stato corretto, mi ha chiamato per dire che mi rispetta. Gli ho detto che non è un fatto personale, poi mi ha detto che non tocca al Parlamento decidere. Decide il Governo, ma con un decreto che dovrà essere convertito entro trenta giorni dal Parlamento. Sicuramente non tocca al ministro soltanto decidere, questo è anche colpa della Lega Serie A che sta facendo da scaricabarile. Bisogna essere più convinti nella decisione, qualunque essa sia».

SI RICOMINCIA? – La Russa è positivo sulla Serie A: «Il 13 giugno in campo? Secondo me si riparte. Oggi, mi voglio prendere qualche merito di troppo, dopo il mio intervento i partiti di maggioranza hanno criticato pesantemente la parte del protocollo che, da un solo contagiato, darebbe l’obbligo di quarantena per tutta la squadra. Secondo me questa prescrizione cadrà, e se il Governo decide che si può giocare si giocherà. Capisco che ci siano alcune società che abbiano meno piacere che si riparta, ma questo è un motivo sportivo. Credo che debba finire il momento in cui si scaricano su altri le proprie responsabilità. Il Governo deve dare delle prescrizioni accettabili, non queste impossibili, per ripartire. La Lega Serie A dice: possiamo ripartire? Se dice sì bisogna eliminare le prescrizioni impossibili, tipo quella della responsabilità per il medico delle società».


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