La Russa: “Icardi come Hulk per Spalletti, Suning spende per Conte? L’Inter…”

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16 aprile 2019, 07:48
Ignazio La Russa

Ignazio La Russa – Vice-Presidente del Senato e tifoso interista –, ospite negli studi di “Monday Night” su Sportitalia, si dilunga sulle questioni dell’Inter, soprattutto dopo le dichiarazioni di Marotta, e descrive quali sarebbero le sue scelte se fosse nella posizione di Suning, tra Spalletti-Conte e Icardi-Dybala

AVANTI CON ICARDI – Si schiera dalla parte dell’ex capitano Ignazio La Russa, pronto a veder costruire la nuova Inter con tanti cambiamenti: «Io venderei Ivan Perisic e terrei Mauro Icardi. La scelta adesso è: o Luciano Spalletti oppure Icardi, perché il problema non è tra Perisic e Icardi, ma tra un allenatore che ha fatto una scelta precisa, cioè che si può vincere anche senza Icardi, ed è una cosa che non deve dire mai. Siccome Spalletti è un grande tecnico, io sono per confermarlo, ma dimostra sempre di avere una metodologia di gestione dello spogliatoio tutta sua: se c’è una prima donna, come è probabilmente Icardi, anziché aggiustare il clima preferisce togliere la persona che crea il problema. È capitato nello Zenit San Pietroburgo con Hulk, nella Roma con Francesco Totti e sta capitando qui con Icardi. Per rimanere Spalletti all’Inter non ci deve essere Icardi e probabilmente nessuno che assomigli a lui. La cosa di Wanda Nara l’ho considerata poco, c’è stato maschilismo nei suoi confronti e gliel’ho detto: sono dalla sua parte! Il ragionamento fatto dall’Inter in estate con l’acquisto di Lautaro Martinez non è stato quello di vendere Icardi, ma dirgli di avere già un’alterativa: “Tieniti basso nelle richieste di rinnovo!”. Ci sta che una società lo faccia: “Non mi chiedere una cifra esagerata perché altrimenti mi costringi a puntare su quello che ho già, mica devo cercarlo altrove”».

MERCATO PER CONTE – Il capitolo allenatore, con conseguente mercato, prende quota quando La Russa accenna alle dichiarazioni dell’Amministratre Delegato Sport dell’Inter: «Non è cosi drammatico quello che ha detto Beppe Marotta, credo voglia calmare i bollenti spiriti dei tifosi interisti che quest’anno si aspettano un grande mercato. La difficoltà seria è che non basta investire per ridurre il grande gap nei confronti della Juventus, che vince lo scudetto con otto giornate di anticipo. L’obiettivo, altrimenti non prendevano Marotta, è difficile, e Marotta ha capito che non bisogna “ufficializzare” la speranza che l’anno prossimo si sia alla pari con la Juventus. Se Spalletti arriva molto vicino al secondo posto gli riesce più difficile cambiare allenatore. Al 90% Spalletti va via, il restante 10% dipende se Antonio Conte non vuole venire all’Inter o l’Inter non vuole spendere quei soldi per l’esonero di Spalletti. José Mourinho no, perché è una minestra riscaldata: o arriva Conte o rimane Spalletti. Se a Conte garantiscono lo stipendio e i giocatori che vuole, accetta. Marotta non può mettere le mani avanti perché non sa quanto Suning vuole e può investire sul mercato. Bisogna vedere se Conte è interessato a venire all’Inter per il progetto tecnico e non solo per i soldi, e con che giocatori: se chiede Luka Modric, Romelu Lukaku, altri giocatori simili e non vuole cedere uno tra Perisic e Icardi, Suning è pronta a fare una cosa simile? Se dico Modric come sogno estivo è troppo facile, Rodrigo de Paul è più realizzabile».

RIVALI STORICHE – Ovviamente La Russa non si fa scappare una frecciatina sia nei confronti del Milan sia della Juventus: «Un interista non può gioire del tutto se una squadra lombarda (l’Atalanta, ndr) non mette in dubbio il quarto posto del Milan (ride, ndr). Se Paulo Dybala vuole venire all’Inter, io sono felice. La scelta di Massimiliano Allegri di schierare i giovani contro la SPAL mi ricorda un altro episodio storico, ma per altri motivi, quando Angelo Moratti mandò la Primavera in campo contro la Juventus, quando anche allora ci avevano rubato (ride, ndr). Nelle prossime sei giornate la Juventus solo contro l’Inter si impegnerà alla morte e non metterà in campo nessun giovane, poi dipenderà dall’arbitro (ride, ndr)».

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