La lotta scudetto di domani: Inter, Sensi decisivo per tornare in corsa – GdS

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6 Maggio 2020, 09:09
Sensi Barella
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“La Gazzetta dello Sport” fa le carte alla lotta scudetto, nel caso in cui la Serie A dovesse ripartire. L’Inter di Antonio Conte, pur attardata in classifica, ha recuperato Stefano Sensi e rimesso a posto gli acciacchi del resto dell’organico. Se torna ai fasti di inizio stagione, i nerazzurri possono crederci

QUANTO CI SIETE MANCATE – Fase 1, ci siamo: la ripresa degli allenamenti individuali dei giocatori delle squadre di Serie A. Fase 2, ci arriveremo: i lavori di squadra, partitelle incluse, forse nel’ultima decade di maggio. Fase 3, ci speriamo: la Serie A ricomincerà. Mancano 12 giornate piene e ci sono da recuperare quattro partite, motivo per cui sarà un finale spremuto e concentrato, in 40- 45 giorni, a partire dalla metà di giugno. Dove eravamo rimasti, nella corsa scudetto? A questa classifica: Juventus 63, Lazio 62, Inter 54 (una partita in meno).

NUOVA LINFA – A chi ha giovato di più il lockdown? A logica diremmo Inter, in grossa difficoltà al momento della chiusura. Battuta da Lazio e Juventus, la squadra di Antonio Conte era stata ridimensionata in classifica e minata nelle sue certezze tattiche. Christian Eriksen, troppo forte per essere ignorato, ma ancora lontano dalla figura retorica del giocatore contiano. Siamo abbastanza sicuri che Conte abbia approfittato dello stop per trasformare il problema in una soluzione. Il giocatore lo merita, tecnicamente Eriksen è indiscutibile, porta valore e pensiero, “fattura” assist e gol. Ma all’inizio partirà dietro Stefano Sensi nelle gerarchie.

DESAPARECIDO – La sosta forzata ha penalizzato più di tutti la Lazio, interrotta nella sua corsa impetuosa. La Juventus si era ripresa la testa del campionato, ma aveva fatto dieci passi all’indietro in Champions League. All’Inter, inoltre, sono guariti praticamente tutti, incluso Kwadwo Asamoah, anche se il ghanese non dovrebbe più godere di tanto spazio. È riapparso Stefano Sensi, che si candida per un ruolo da protagonista.

DEUS EX MACHINA – In tal senso l’Inter, fatta salva la variante Eriksen, nella semi-certezza che Conte l’abbia studiata, potrebbe finire come ha cominciato, con Stefano Sensi gran tessitore tra centrocampo e trequarti. Il primo tempo di Barcellona in Champions è manifesto programmatico: quella sera al Camp Nou, per 45 minuti l’Inter è stata sublime. Sensi però è fragile e per quanto il caldo ne attenui la delicatezza muscolare, non si può scommettere che giochi 12-13 partite filate. C’è stata un’Inter con Sensi e una senza, e le differenze si sono notate. Se chiude come ha iniziato, e se Lautaro Martinez non si fa condizionare dal mercato, l’Inter non può essere fuori dai giochi.

PERCORSO – Anche perché i nerazzurri devono recuperare la partita contro la Sampdoria. Il meno 10 dalla Juventus, 9 punti di distacco più il punto necessario per annullare il gap degli scontri diretti, può diventare meno sette, niente di irrimediabile. Il coronavirus ha inoltre azzerato il fattore campo, tutti a porte chiuse. Qui potrebbe rimetterci l’Inter, sostenuta di solito dal pubblico più appassionato, i 70mila fissi di San Siro. La Juventus gioca in uno stadio più piccolo e il tifo caldo della curva, in rotta con il club, non esiste più. La Lazio ha casa all’Olimpico, dispersivo di suo, a meno di non riempirlo tutto. La Juventus ha davanti a sé un calendario abbastanza agevole: le partite molto difficili saranno due, contro l’Atalanta e contro la Lazio, tra la 32ª e la 34ª. Quello potrebbe essere lo snodo decisivo per lo scudetto.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Sebastiano Vernazza


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