Keita: “Inter, esperienza breve ma molto intensa! Sul razzismo…”

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8 Luglio 2020, 10:13
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Il “Corriere della Sera” ha intervistato Keita Baldé, attaccante del Monaco ed ex di Inter e Lazio. Il nucleo dell’intervista riguarda un’iniziativa che il classe ’95 ha messo in piedi per un centinaio di lavoratori stagionali in Catalogna. Ma inevitabilmente si è finiti a parlare della sua esperienza in Italia

WELL DONE! – In nerazzurro ha lasciato un ricordo a due facce: Keita Baldé diede l’addio all’Inter con una partita strana. Quell’Inter-Empoli del 26 maggio 2019 che ha regalato la Champions League per il secondo anno di fila. In quella partita, il senegalese mise sì a referto il gol dell’1-0, ma uscì anzitempo dal campo per un rosso ai limiti dell’inspiegabile. Oggi il classe ’95 gioca nel Monaco, ma è tornato a far parlare di sé per un’altro tipo di iniziativa. Keita ha infatti procurato e pagato per un mese alloggio, vitto e vestiario per 150 lavoratori stagionali senegalesi a Llerida, in Catalogna, regione in cui l’ex Lazio è nato è cresciuto. Hotel e strutture della zona si erano rifiutati di ospitare i braccianti agricoli e l’intervento del calciatore è stato decisivo.

MEMORIES – L’iniziativa faticava a vedere la luce, e dopo che Keita è uscito allo scoperto il “Corriere della Sera” ha deciso di intervistarlo. Tra le altre cose, il classe ’95 ha ricordato con piacere la sua esperienza in Italia: «Con la Lazio sono cresciuto, ho imparato tanto e sono diventato grande. Con l’Inter è stata un’esperienza breve ma molto intensa. Calcisticamente, mi è rimasta la componente tattica italiana, soprattutto nel posizionamento senza palla».

SAY NO TO RACISM – Non solo i bei ricordi con Inter e Lazio. L’intervista di Keita tocca anche temi più delicati, come quello del razzismo sui campi italiani: «In Italia si ripresenta spesso e bisogna fare in modo che accada meno. A volte sono pochi scemi a comportarsi male. Però c’è gente cattiva, che cerca di attirare l’attenzione e non va sottovalutata. Alcuni calciatori non vengono in Italia proprio per gli atteggiamenti razzisti? Chi non vive in Italia e non conosce tutte le belle persone che ci sono da voi, può essere spaventato quando succedono certi episodi. Io mi sono trovato benissimo e non giudico un Paese per cento che sbagliano. Però, tutti insieme, dobbiamo cercare di abbassare quel numero. Futuro? Per adesso sto bene qua a Monaco, ho altri due anni di contratto. Cerco di migliorarmi tutti i giorni. E non solo dentro un campo di calcio».

Fonte: Corriere della Sera


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