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Julio Cesar: “L’Inter mi ha cambiato la vita! Toldo uno stimolo. Adriano…”

Julio Cesar ha risposto alle domande dei tifosi nella nuova puntata di Inter Calling Clubs (QUI la prima parte delle sue dichiarazioni). L’ex portiere nerazzurro parla del suo arrivo a Milano, del rapporto con Toldo e dell’importanza dell’Inter nella sua vita. Di seguito la seconda e ultima parte delle sue parole

RAPPORTO SOLIDOJulio Cesar parla del suo rapporto con l’Inter: «Il mio rapporto con l’Inter è meraviglioso, io mesi fa ho avuto l’opportunità di fare una partnership con l’Inter. Per me è stato meraviglioso, è stata una società che ha cambiato la mia vita e avere la possibilità di poter continuare a lavorare con questa società è molto bello. L’Inter è una società che farà sempre parte della mia vita. Io sono un tifoso del Flamengo perché sono arrivato lì ragazzino ma ho preso un pezzo di cuore e ho messo l’Inter dentro. Sono due società che fanno parte della mia storia. Ce n’è anche una terza che è il Benfica, società mi ha teso la mano dopo il Mondiale perso in Brasile. Sono tre società importanti per me».

STIMOLO – Julio Cesar parla anche del suo rapporto iniziale con Francesco Toldo: «Ansia o stimolo? Un  po’ tutti e due, ma prima uno stimolo. Quando una squadra ha la possibilità di avere due giocatori di pari livello nello stesso ruolo, è chiaro che poi ne deve giocare solo uno. Uno stimolava l’altro e l’Inter ci guadagnava da questo perché avendo due portieri forti che volevano giocare, era una situazione in cui uno spingeva l’altro e tutti e due eravamo pronti. Da Toldo ho imparato tanto della tecnica italiana, come parare facendo un mix con la tecnica brasiliana. Avere Francesco a fianco all’inizio non è stato facile ma dopo il primo anno abbiamo sviluppato un rapporto da fratelli».

AGENTE SPECIALE – Julio Cesar chiude raccontando il grande aiuto di un ex compagno: «Mi ricordo che alla fine del 2004 scadeva il mio contratto con il Flamengo, era praticamente tutto chiuso con il Porto ma Adriano ha fatto uno squillo e io ho deciso di chiudere la trattativa con il Porto e parlare con l’Inter. Arrivare in Italia, in un momento in cui era il calcio più bello in Europa e avere l’opportunità di conoscere un’altra cultura e quindi ho deciso di venire lì. La prima sensazione è stata bella, ho scelto di andare a Verona per iniziare a conoscere la cultura e la lingua italiana. Non è facile per un giocatore arrivare in Italia e integrarsi, soprattutto per un portiere. Non è stato facile però le prime sensazioni, quando siamo andati a Brunico, ero un po’ timido e Roberto Mancini faceva di tutto per togliere questa timidezza. Dopo il primo anno è stato molto bello, ero già abituato, parlavo già un po’ la lingua e tutto è iniziato ad andare come pensavo io. Quello che mi sono messo in testa quando sono arrivato all’Inter è stato di dover vincere lì. Queste sono state le mie prime sensazioni all’Inter».

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