Julio Cesar: “L’Inter mi ha cambiato la vita! Toldo uno stimolo. Adriano…”

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12 Settembre 2020, 19:09
Julio Cesar Juventus
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Julio Cesar ha risposto alle domande dei tifosi nella nuova puntata di Inter Calling Clubs (QUI la prima parte delle sue dichiarazioni). L’ex portiere nerazzurro parla del suo arrivo a Milano, del rapporto con Toldo e dell’importanza dell’Inter nella sua vita. Di seguito la seconda e ultima parte delle sue parole

RAPPORTO SOLIDOJulio Cesar parla del suo rapporto con l’Inter: «Il mio rapporto con l’Inter è meraviglioso, io mesi fa ho avuto l’opportunità di fare una partnership con l’Inter. Per me è stato meraviglioso, è stata una società che ha cambiato la mia vita e avere la possibilità di poter continuare a lavorare con questa società è molto bello. L’Inter è una società che farà sempre parte della mia vita. Io sono un tifoso del Flamengo perché sono arrivato lì ragazzino ma ho preso un pezzo di cuore e ho messo l’Inter dentro. Sono due società che fanno parte della mia storia. Ce n’è anche una terza che è il Benfica, società mi ha teso la mano dopo il Mondiale perso in Brasile. Sono tre società importanti per me».

STIMOLO – Julio Cesar parla anche del suo rapporto iniziale con Francesco Toldo: «Ansia o stimolo? Un  po’ tutti e due, ma prima uno stimolo. Quando una squadra ha la possibilità di avere due giocatori di pari livello nello stesso ruolo, è chiaro che poi ne deve giocare solo uno. Uno stimolava l’altro e l’Inter ci guadagnava da questo perché avendo due portieri forti che volevano giocare, era una situazione in cui uno spingeva l’altro e tutti e due eravamo pronti. Da Toldo ho imparato tanto della tecnica italiana, come parare facendo un mix con la tecnica brasiliana. Avere Francesco a fianco all’inizio non è stato facile ma dopo il primo anno abbiamo sviluppato un rapporto da fratelli».

AGENTE SPECIALE – Julio Cesar chiude raccontando il grande aiuto di un ex compagno: «Mi ricordo che alla fine del 2004 scadeva il mio contratto con il Flamengo, era praticamente tutto chiuso con il Porto ma Adriano ha fatto uno squillo e io ho deciso di chiudere la trattativa con il Porto e parlare con l’Inter. Arrivare in Italia, in un momento in cui era il calcio più bello in Europa e avere l’opportunità di conoscere un’altra cultura e quindi ho deciso di venire lì. La prima sensazione è stata bella, ho scelto di andare a Verona per iniziare a conoscere la cultura e la lingua italiana. Non è facile per un giocatore arrivare in Italia e integrarsi, soprattutto per un portiere. Non è stato facile però le prime sensazioni, quando siamo andati a Brunico, ero un po’ timido e Roberto Mancini faceva di tutto per togliere questa timidezza. Dopo il primo anno è stato molto bello, ero già abituato, parlavo già un po’ la lingua e tutto è iniziato ad andare come pensavo io. Quello che mi sono messo in testa quando sono arrivato all’Inter è stato di dover vincere lì. Queste sono state le mie prime sensazioni all’Inter».


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