Jacobelli: “Spalletti va difeso, le critiche alla fine”

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8 febbraio 2018, 11:11
Spalletti

Xavier Jacobelli nel suo editoriale su “Tuttosport” si schiera in difesa di Luciano Spalletti. Il tecnico sta ottenendo risultati in linea con le aspettative, semmai andrà giudicato a fine corsa.

DIFENDERE SPALLETTI – Si può prendere posizione in difesa di Luciano Spalletti? Si deve. Che l’Inter non vinca una partita dal 3 dicembre e abbia inanellato 5 pareggi consecutivi, è assodato. Che sia afflitta da una crisi di gioco e, prima ancora, psicologica, altrettanto. Che stia pagando la sua Icardipendenza e l’eclissi di Perisic, idem. Eppure. Eppure, i nerazzurri sono in piena corsa per l’obiettivo fissato all’inizio della stagione: ritornare in Champions League. Peraltro, se il quarto posto, con un solo punto in meno della Lazio, terza, e un punto in più della Roma, quinta, viene conservato in questo passaggio così delicato della stagione, è evidente possa essere addirittura migliorato nel prosieguo del torneo. Ci sono 15 partire e 45 punti a disposizione anche per l’Inter, non solo per le rivali.

NIENTE DI NUOVO – E allora? Perché scandalizzarsi se, il 21 gennaio, parlando con alcuni tifosi romanisti fuori da un ristorante, dopo il pareggio interno con i giallorossi, Spalletti abbia ripetuto ciò che, in altre circostanze, aveva già asserito? Il rosario delle ambasce è noto al colto e all’inclita: il malumore dell’ambiente per la brusca frenata, i contraccolpi sul mercato causati dai vincoli imposti dal fair play finanziario Uefa, su su (o giù giù) sino alla constatazione che la Juve sia fortissima perché praticamente ha due squadre e alla mancata resipiscenza dell’allenatore a proposito di Totti, con il quale i rapporti sono sottozero. Non a caso, due giorni fa, anche a una tv russa, il Capitano ha sbottato: «Spalletti? Non lo conosco». Peraltro, all’esterno del locale milanese, l’allenatore ha dialogato in assoluta libertà con i suoi interlocutori, senza sapere che le sue parole sarebbero state riportate addirittura sedici giorni dopo. Egli ha ragione quando afferma: “Mettere un virgolettato su presunte cose che avrei detto fuori da un ristorante diventa pericoloso per tutti, perché poi vale tutto. C’è un contesto ufficiale dove si misurano le parole, c’è un contesto di amicizia dove le parole non si misurano”.

CRITICHE ALLA FINE – Spalletti ha il diritto di essere lasciato in pace; ha il diritto di parlare con chi gli pare; ha il diritto d essere rispettato; ha il diritto di essere giudicato alla fine della sua prima stagione interista. Non ora che è in mezzo al guado, come lo sono i suoi giocatori. Proprio il fatidico 3 dicembre, battendo il Chievo per 5-0 e grazie alla concomitante vittoria della Juve a Napoli, l’Inter era tornata in testa al campionato dopo due anni. Nella stessa misura in cui, da più parti, Spalletti era stato beatificato, mentre lo stesso interessato invitava a non esagerare, oggi non può essere né crocifisso né colpito alle spalle perché la squadra si è inceppata. L’Inter uscirà dalla crisi e ne uscirà perché chi la guida sa già che deve fare. Per prima cosa, rivitalizzare il carattere di una squadra che, da quando Mourinho se n’è andato, sistematicamente è andata nel pallone durante il girone di ritorno. Il carattere forte che Spalletti sicuramente ha, così come forti e larghe sono le spalle di un allenatore vaccinato a tutto. Difenderlo adesso, è il minimo.







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