Jacobelli: “Distinguere più aspetti, il calcio è un’azienda”

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19 Aprile 2020, 14:32
Xavier Jacobelli
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Xavier Jacobelli, direttore di “Tuttosport” ha parlato ai microfoni di “Sky Sport” sulla ripresa dei campionati durante l’emergenza sanitaria in atto

ASPETTI E MISURE – Jacobelli parla degli aspetti da considerare e dei protocolli che dovranno essere seguiti per una ripresa in piena sicurezza: «Bisogna distinguere due aspetti, il primo riguarda la salvaguardia della salute e l’evoluzione della situazione sanitaria. I decessi anche ieri sono stati 482, portando a 23.227 il totale complessivo di questa tragedia. Il secondo aspetto è che come le altre attività il calcio, che è una delle prime aziende italiane che produce l’1% del PIL e versa più di un miliardo in tasse, ha il dovere di prefigurare gli scenari della ripresa che scatterà solo quando il Comitato Tecnico-Scientifico del Governo darà il via libera. Le misure inserite nel pacchetto che la Federcalcio ha inviato al Governo riflettono la volontà di garantire la salute degli atleti e di tutti coloro che lavorano nelle squadre. A un censimento rapido solo 10 club dispongono di centri sportivi attrezzati per ospitare gli atleti con le misure che dovranno essere rigorosamente rispettate. Gli altri 10 dovranno programmare una specie di ritiro precampionato con alberghi e centri sportivi blindati. Tutto questo dovrà fare il conto giornaliero giorno per giorno con l’evoluzione della situazione sanitaria complessiva. Una delle ipotesi che si è affacciata è quella di partite che si disputino a porte chiuse nel centro-sud, cioè nelle regioni meno colpite dall’epidemia».


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