Mondo Inter

Iorio: «Sanchez sotto pressione, Inter senza vice-Lukaku. Eriksen crea»

Iorio, ex attaccante dell’Inter nella stagione 90-91, è intervenuto in collegamento con Sky Sport 24. In relazione ai nerazzurri si è espresso su Sanchez, che domani dovrà sostituire Lukaku contro la Juventus, e su Eriksen.

L’ATTACCOMaurizio Iorio parla delle risorse offensive: «Mi sembra Alexis Sanchez sempre un giocatore che gioca sotto pressione, mai libero. Sa che non può sbagliare quei minuti che gli vengono dati a disposizione: questo non è un bene, per qualsiasi giocatore. L’assenza di Romelu Lukaku è assolutamente più pesante di quella di Achraf Hakimi, che è un signor giocatore. Ma l’Inter sulle fasce mi sembra coperta: Matteo Darmian è un signor giocatore e si è sempre comportato bene. Lukaku è imprescindibile, non solo per i gol ma per la forza fisica. E fa sì che i compagni si possano muovere secondo gli schemi ben delineati e definiti di Antonio Conte. Fa muovere la squadra col suo fisico, sa quando deve tenere palla e andare via di potenza. È veramente un signor giocatore, l’Inter è Lukaku-dipendente».

NUOVO RUOLO – Iorio valuta le modifiche su Christian Eriksen: «Secondo me ha giocato poco con Conte perché non ha ritmo nei ruoli di trequartista che impone Antonio nelle sue squadre. Adesso lo sta provando in un ruolo dove può farlo tranquillamente, perché ha dei piedi raffinati. Però la vedo un po’ dura in fase di contenimento, perché non è un grande lottatore. Non ha il carisma del lottatore e non è fortissimo nei contrasti: è un giocatore creato e nato per costruire, non per distruggere. Se riesce a migliorare sotto quest’aspetto, secondo me, in questo nuovo ruolo può essere un’alternativa a Marcelo Brozovic».

COSA SERVE? – Iorio conclude segnalando come al’Inter manchi qualcosa: «Secondo me sì. Manca di un valido sostituto di Romelu Lukaku. Edin Dzeko è un fantastico calciatore sotto tutti i punti di vista. Però un giocatore come Dzeko deve giocare, perché è fortissimo ed è sempre stato un protagonista principale delle squadre dove è andato a giocare. Inserirlo in pianta stabile in un organico ben definito, con due attaccanti che si muovono in simbiosi come Lukaku e Lautaro Martinez, non è semplice. Va messo in un contesto dove deve essere il bomber, l’apice della squadra».

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