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Inzaghi, la peggior stecca della carriera all’Inter: con la Lazio troppi errori

Lazio-Inter è stata una sconfitta che ha visto un ruolo attivo di Inzaghi nel risultato. Purtroppo in negativo. Sia con la scelta dei titolari che nella gestione dei cambi.

CRITICA NECESSARIA – Inzaghi nella sua carriera all’Inter ha ricevuto diversi elogi. Per la gestione del gruppo, per il gioco, per i risultati, per le vittorie. Le critiche ci sono state, ma comunque limitate viste le condizioni generali. Rispetto a come aveva preso la squadra, al clima, alle aspettative, le attenuanti, gli alibi sono sempre stati molti. Di conseguenza spesso l’indulgenza ha prevalso. Ma la gestione di Lazio-Inter nella sua interezza richiede un trattamento diverso.

SCONFITTA DIVERSA – Vero che è solo la terza giornata. E l’Inter ha vinto le prime due partite. Ma il crollo di Roma è stato troppo fragoroso. Nel risultato, ma soprattutto nel modo in cui è maturato. Anche lo scorso anno infatti l’Inter di Inzaghi aveva perso 3-1 contro la Lazio. Ma in condizioni generali ben diverse. Una rosa ridotta all’osso in primo luogo. Che aveva portato a scelte particolari e obbligate, ma anche e forse soprattutto a limiti nei cambi. Poi un arbitraggio diciamo fantasioso che aveva messo i proverbiali chiodi nella bara. Questa volta invece è stata tutta un’altra storia. E proprio le scelte del tecnico hanno avuto un peso decisivo.

TITOLARI A INCASTRO – Inzaghi è partito con due scelte personali nei titolari: Dimarco e Gagliardini. Il secondo per marcare Milinkovic-Savic, una sua fissazione, e il primo confermato dalla vittoria con lo Spezia per aiutare nell’impostazione e come risorsa per i calci piazzati vista l’assenza di Calhanoglu. Una sorta di soluzione tampone necessaria proprio per la presenza di Gagliardini, per farla breve. Già qui si intuisce una stortura. Una scelta per coprire l’altra. Crearsi un problema da solo. Poi puntualmente pagato in campo. Ma il tecnico si è complicato la vita anche con lo scorrere dei minuti. Con una gestione dei cambi difficile da comprendere.

PROBLEMA DI ESTERNI – I primi cambi di Inzaghi, al minuto 69, hanno coinvolto una punta, Lukaku, e i due esterni. Cambiati in coppia malgrado Dumfries sembrasse il migliore in campo e avesse appena fatto ammonire il suo diretto marcatore (giallo a Marusic al minuto 65). Il tecnico è partito con un esterno più di copertura, Dimarco a sinistra, e uno più di spinta, l’olandese a destra. Il cambio è arrivato in coppia per mantenere le stesse caratteristiche, ma a fasce invertite: Gosens a sinistra e Darmian a destra. Nemmeno un minuto di rischio con due elementi più propositivi. E proprio qui va evidenziato come la scelta di Inzaghi sia stata punita. Il primo gol della Lazio si concretizza nella zona di Dimarco, il teorico esterno difensivo. Il secondo viene dalla zona di Darmian, di nuovo il teorico esterno difensivo. Due scelte, due errori. E ll centrocampo?

PROBLEMA A CENTROCAMPO – La scelta di schierare Gagliardini da titolare in chiave puramente difensiva non ha dato grossi frutti. Anzi, ha creato un chiaro problema in fase di possesso. In più col passare dei minuti il suo rendimento è evidentemente calato, con errori sempre più vistosi a sottolinearlo. Evidentemente per tutti, anche per Sarri, ma non per Inzaghi. Che ha aspettato il minuto 77 per togliere il suo perno difensivo. Quando l’Inter era già sotto nel risultato. Anche a causa delle scelte del suo allenatore. Che dovrà analizzare bene tutto questo. E fare profonda autocritica.

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