Inter, quella volta che il Barcellona regalò Eto’o e una fetta di Triplete – GdS

Articolo di
14 Aprile 2020, 09:40
Samuel Eto'o Inter
Condividi questo articolo

“La Gazzetta dello Sport” ha lanciato in prima pagina, nell’edizione odierna, la pazza idea di uno scambio secco Lautaro Martinez-Griezmann (QUI i dettagli). A qualcuno è tornato subito in mente un altro scambio illustre, quello che portò Samuel Eto’o (e una cospicua fetta di Triplete) in casa nerazzurra nell’estate del 2009. Una trattativa che a Barcellona ricordano con poco piacere

AFFARE – A Barcellona, probabilmente, stanno ancora mangiando la foglia. Gli scambi con l’Inter, da quella torrida estate del 2009, hanno un precedente particolare. Uno voleva la Champions League a tutti i costi e resta all’asciutto. L’altro, scaricato dai blaugrana, diventa immortale anche all’Inter. Lo scambio che fa epoca sull’asse Milano Barcellona diventa ufficiale lunedì 27 luglio 2009: Zlatan Ibrahimovic lascia José Mourinho dopo un bel po’ di mal di pancia e se ne va da Josep Guardiola; l’Inter incassa 46 milioni di euro e soprattutto prende un certo Samuel Eto’o, valutato 20 milioni.

GIOCO, PARTITA, INCONTRO – Meglio lo svedese o il camerunese? Visto quello che succede in meno di un anno al club di Massimo Moratti, non c’è storia. Ai nerazzurri va di lusso, perché Eto’o, convinto a diventare interista anche da un sms di Marco Materazzi, è un uomo chiave del Triplete.

ILLUSIONE – Undici estati fa, prima della straordinaria cavalcata della squadra di Mourinho, l’Inter non può più tenere a Milano Ibra. Dopo tre scudetti di fila Zlatan vuole qualcosa di più e a Moratti lo dice molto chiaramente: «Se chiama il Barcellona mi deve lasciare andare». La telefonata arriva ma l’Inter capitalizza al massimo. I catalani hanno appena vinto la Champions e quando sbarca al Camp Nou, davanti a 40mila tifosi, Zlatan bacia la nuova maglia e dice: «Nessuno è più felice di me, non vedo nessuno meglio di noi in Spagna e in Europa».

RISCATTO – Eto’o, fatto fuori da Pep in persona nonostante 30 gol in Liga e uno nella finale di Champions vinta a Roma contro il Manchester United, sbarca alla Pinetina, si prende la maglia numero 9 e parla subito da leader, come sempre: «Ibra? Io sono Samuel Eto’o e non mi paragono a nessuno. Sono orgoglioso di giocare per Mourinho e sarà bello provare a vincere la Champions».

DESTINI – Ibra sbaglia pronostico, il Leone africano ci azzecca. Non solo: lo svedese vince tanto, segna 21 gol ma in Champions esce proprio contro l’Inter in semifinale. Il rapporto con Guardiola praticamente non decolla mai, tanto che dopo solo un anno, nell’estate 2010, va in prestito al Milan. «Mi giudicò senza nemmeno conoscermi» rivelò lo svedese qualche anno dopo parlando di Pep. Tutto diverso è il cammino di Eto’o. L’ex Barça segna 16 gol in 48 partite, è il simbolo della vittoria in casa del Chelsea negli ottavi di Champions e per José si trasforma in esterno-terzino. A Madrid in finale non segna, ma il discorso motivazionale negli spogliatoi lo fa lui e serve. Il Triplete arriva anche per merito di quello scambio di fine luglio, che Samuel qualche anno fa ha ricordato a modo suo: «Io e Ibra? L’Inter ha fatto il miglior affare della storia». E se lo dice lui…

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Carlo Angioni


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE