Inter, non basta nemmeno Conte: nel girone di ritorno è crollo – CdS

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10 Marzo 2020, 10:27
Antonio Conte
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Il “Corriere dello Sport” sottolinea come il crollo dell’Inter nella seconda parte di stagione sia una costante che nemmeno Conte riesce ad arginare.

MEDIA CROLLATA – Una flessione già vista, tendenza che per l’Inter va terribilmente a confermarsi. Il girone di ritorno è ancora una volta fatto di scivoloni e andature incerte. Ributtarsi sul campionato, dopo tre settimane, ha consegnato il secondo scontro diretto perso. Nelle fauci di Lazio e Juve, con tanto di sogno tricolore che si allontana. Esattamente un mese fa si poteva celebrare il derby vinto con rimonta allegata e carattere portato a livelli esponenziali. Adesso – al netto di un proseguimento della Serie A che resta appeso a un filo – l’Inter viaggia nelle difficoltà, con i numeri sbattuti in faccia ad Antonio Conte che inquadrano il netto cambio di passo: 2,42 punti di media nel girone di andata, con 19 partite e 1,33 nel ritorno che fin qui ha visto i nerazzurri in campo sei volte.

COME GLI ANNI SCORSI – Un’involuzione decisa e precisa, e in linea con altre Inter del recente passato. A misura di scudetto fino al giro di boa e poi regolarmente attardata. Al punto da compromettere anche la qualificazione in Champions League. E’ il caso della squadra affidata per l’ultima volta a Mancini – nel 2015-16 – che veleggiava al primo posto fino a gennaio per poi sciogliersi di colpo. In quella stagione, media di 2,05 punti nel girone di andata e di 1,47 nel ritorno. Due anni fa, con Luciano Spalletti che aveva appena preso il timone dell’Inter, ecco un cammino fatto di 2,15 punti in media all’andata e 1,6 nel ritorno. Un ruolino decisamente fuori portata – il quarto posto arrivò col fiatone – ma addirittura superiore a questo di Conte. Con una squadra che, chiamata alle prove-verità, non ha risposto presente. E la sconfitta di Torino due sere fa, come ammesso dal tecnico, ha evidenziato un gap oltre ad accentuare i problemi di tenuta. Un black-out che rischia di minare del tutto ogni ambizione da scudetto.

GUARDARSI DIETRO – Classifica non così lunga – se ipotizziamo un virtuale -6 dalla vetta in attesa del recupero di Inter-Sampdoria – ma in entrambi i sensi. Perché dietro c’è l’Atalanta, con sei punti di svantaggio da Conte e allo stesso modo una partita da completare (quella con il Sassuolo, calendarizzata il 18 marzo). Quindi stessa distanza anche dal quarto posto. Quel che preoccupa è l’inclinazione a giocare con intensità un solo tempo, abitudine ripetuta troppe volte. Distrazioni fatali, rendimento crollato. Come prevedibile, a Conte tocca la sfida più delicata: gestire il momento critico di una squadra che sul piano energetico e mentale non riesce a tornare sé stessa.


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