Inter, Milan e Comune più vicini: presto il nuovo volto di San Siro – GdS

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25 Aprile 2020, 10:17
San Siro Inter Meazza
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“La Gazzetta dello Sport” fa il punto sul progetto nuovo stadio, per Inter e Milan, e sulla riqualificazione di San Siro. Le parti sembrano più vicine, col Comune che ha apprezzato il restyling del piano iniziale dei due club. Vanno definite le volumetrie per la zona del Meazza da riservare a negozi e ristoranti. Ma gli ostacoli non sembrano insormontabili

PICCOLI PASSI – Tre mesi di lavoro, continui tavoli tecnici con il Comune e adesso la strada sembra più in discesa. Inter e Milan hanno continuato a guardare al futuro anche nel pieno dell’emergenza coronavirus e il progetto del nuovo San Siro ogni giorno fa un passo in avanti. A gennaio, rispondendo alle richieste del Comune, i club avevano presentato la variante più importante del masterplan originale: il salvataggio in chiave sportiva di una parte del Meazza. Ora il tema centrale rimane quello delle volumetrie extra-stadio. La gara tra la Cattedrale ideata dallo studio di architettura Populous e gli Anelli di Milano del consorzio Manica-Sportium resta aperta. La scelta dello stadio che dal 2024 dovrebbe essere la casa delle due milanesi è ancora lontana. A maggio, però, potrebbe arrivare il placet tecnico del Comune e quindi ricominciare l’iter politico dell’intero progetto.

FORZA – Inter e Milan in queste settimane non hanno arretrato di un passo. In un momento così difficile per la città, avere ancora investitori pronti a mettere la bellezza di 1,2 miliardi di euro per il nuovo distretto di San Siro è un segnale molto positivo. Aver lavorato per mantenere in piedi un pezzo del Meazza ha permesso al progetto di acquisire un consenso generale importante. Ora però si sta lavorando sui numeri. I club hanno già dato l’ok al pagamento di 100 milioni per la concessione del diritto di superficie sulla zona per i prossimi 99 anni. Ne servono almeno altri 80 per la rifunzionalizzazione del Meazza. Il Comune ha alzato il prezzo: Inter e Milan ci sono stati.

PARTI VICINE – I dirigenti rossonerazzurri Alessandro Antonello (AD Corporate dell’Inter) e Paolo Scaroni (presidente del Milan) si sono confrontati con gli assessori Guaineri, Maran e Tasca (Sport, Urbanistica e Bilancio ) e ragionano su un distretto San Siro con meno cemento rispetto all’idea originaria. Il semicerchio che resterà in piedi dello stadio di oggi è lo snodo fondamentale.

TENERE DURO – Il progetto di luglio 2019 parlava di 180mila metri cubi di edifici extra stadio. Una delle condizioni di Palazzo Marino puntava sulla riduzione di questa soglia. Il piano regolatore per San Siro prevede un indice di edificabilità dello 0,35, i club sono partiti da 0,63.La richiesta su cui si concentrano le verifiche di Inter e Milan per trovare la quadra è una delle più basse considerando i progetti più importanti approvati negli ultimi anni a Milano. Con i numeri che concede il Comune, magari alzati di un po’, la sostenibilità economica del progetto resta in piedi. Ecco perché le distanze tra le parti non sono più abissali e il clima è più positivo rispetto a fine 2019. Non ci sono state richieste folli da Palazzo Marino, limare le posizioni è possibile. Grazie all’uso futuro del Meazza, soprattutto.

AREA COMMERCIALE – Lo stadio di oggi non verrà smantellato completamente. Le tracce che saranno salvate sono destinate a diventare una cittadella dello sport aperta a tutti, 365 giorni all’anno. Ci sarà tantissimo verde, si potrà giocare a calcio e basket, correre e fare arrampicata, con la possibilità di fare entrare anche il pubblico in caso di eventi organizzati. La novità delle ultime settimane è il riutilizzo dello stadio anche a fini commerciali. Da un lato è confermato che verrà conservata l’immagine di San Siro, tenendo le rampe del secondo anello, ritenute di valore architettonico. Dall’altro, cosa molto importante per le casse dei club, negozi, ristoranti, cinema e tanto altro troveranno spazio dentro il rinnovato Meazza.

NUOVO VOLTO – Tra le 16 condizioni dettate da Consiglio e Giunta comunale per il progetto-stadio ci sono: «la minimalizzazione dell’impatto ambientale» e «la riduzione delle cubature». Avere la parte commerciale nascosta nella porzione di San Siro che resta è una soluzione che ha trovato d’accordo Inter, Milan e Comune. Essa permetterà di abbassare l’impatto dei nuovi palazzi che tanto avevano fatto arrabbiare i milanesi e dubitare la politica cittadina. Nei rendering di Manica-Sportium e Populous, inoltre, i grattacieli attorno allo stadio ci sono ancora. Ma non è detto che possano anche sparire del tutto. E se le scadenze saranno rispettate, non bisognerà aspettare troppo per sapere che faccia avrà il nuovo San Siro.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Carlo Angioni


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