Inter, Lukaku è il tuo centro di gravità permanente! Ecco perché – CdS

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23 Febbraio 2020, 08:46
Romelu Lukaku Inter-Genoa
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Focus su Romelu Lukaku, tra le pagine del “Corriere dello Sport”. Il belga è diventato il centro nevralgico dell’impalcatura di Antonio Conte. Fisicamente inarrestabile, emotivamente un trascinatore: l’Inter ha trovato il suo leader vero

STOP – Inter-Sampdoria non si giocherà. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri ieri sera (QUI le ipotesi sulle date del recupero). Il provvedimento, per far fronte all’emergenza Coronavirus, è stato divulgato dal Presidente del Consiglio. I nerazzurri di Antonio Conte, che aveva predicato equilibrio in conferenza stampa (QUI), spengono i motori in attesa del match di Europa League, che tuttavia potrebbe essere a rischio. Nel frattempo, il tecnico fa la conta dei suoi indisponibili, come Samir Handanovic, e di coloro che hanno bisogno di recuperare energie, come Romelu Lukaku. Il belga, in questo momento, è fondamentale per il sistema tattico dell’Inter. Come Marcelo Brozovic e Stefan de Vrij: “Tuttavia, l’elemento determinante e fondamentale per il tecnico nerazzurro, ora più che mai, è il totem belga. Un’altra dimostrazione è stato il match di giovedì scorso con il Ludogorets: Inter impantanata e incapace di segnare per oltre un’ora, poi ecco Big Rom, dentro a metà ripresa, e improvvisamente tutto si è incastrato a dovere. Prima Eriksen ha trovato il suo primo gol interista, proprio grazie ad un suo assist, e poi il rigore allo scadere, trasformato in prima persona”.

FONDAMENTALE – La centralità di Lukaku è dettata dalle sue carattieristiche tecniche e fisiche, oltre alla natura verticale del gioco di Antonio Conte. La sua utilità può essere misurata in modi differenti: “Innanzitutto, è un goleador: il suo bottino stagionale è di 22 centri e Icardi ormai è un pallido ricordo. Poi, è un punto di riferimento per la manovra, perché sa offrirsi come sponda, sfruttando la sua stazza, ma anche dettare il passaggio in profondità, facendo il vuoto con la sua potenza. Più di ogni altro nerazzurro il belga pesa tantissimo nell’economia del gioco di Conte sarie ormai lo temono e, quindi, finisce per tenere bloccati almeno un paio di difensori“.

TANK – Oltre alle dinamiche di campo, c’è un altro aspetto da non sottovalutare: il carisma del belga: “Per il popolo nerazzurroè un beniamino assoluto, perché i suoi atteggiamenti e le sue parole sono quelle dell’uomo squadra, di colui che mette davanti l’interesse del gruppo rispetto a quello personale.Nessuno aveva previsto per Lukaku un inserimento così rapido. Anche perché l’inizio della nuova avventura, causa qualche problema fisico, conseguenza di una preparazione condizionata dal trasferimento in nerazzurro, ha avuto una serie di intoppi. Dopo la seconda sosta per le nazionali, però, ovvero da fine ottobre, è stato letteralmente un crescendo. Conte ne ha fatto a meno solo in un’occasione e solo perché obbligato. Era la trasferta di Barcellona nel girone di Champions e Big Rom se n’era rimasto a casa per colpa di un muscolo aff aticato. Per il resto ha sempre giocato: 33 presenze sulle 34 gare uffi ciali. Oltre al match con il Ludogorets, peraltro, solo un’altra volta ha cominciato dalla panchina. Guarda caso all’andata con la Sampdoria. Ma con l’Inter rimasta in 10 (espulsione di Sanchez), Conte lo gettò comunque nella mischia per stoppare il tentativo di rimonta dei blucerchiati. E, infatti, dentro Lukaku, arrivò anche il terzo gol“.

Fonte: Corriere dello Sport – Pietro Guadagno


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