Inter, il compleanno ‘particolare’ di Lukaku tra record e ripresa – GdS

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13 Maggio 2020, 09:49
Romelu Lukaku Inter-Cagliari
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Compleanno speciale per Romelu Lukaku. Il primo con la maglia dell’Inter, nel bel mezzo di una pandemia, che ha interrotto una stagione clamorosa a livello personale. Il record, in scia Cristiano Ronaldo, resta ampiamente alla portata, ma non è la priorità di Big Rom

WELCOME BACK – Romelu Lukaku ha riacceso la camera iperbarica. Meno tapis roulant, finalmente il campo, direzione record, per diventare l’attaccante che ha segnato di più degli ultimi dieci anni di Serie A – oltre che più di tutti quelli in attività -, alla loro prima stagione in Italia. Lukaku da Oscar. Oscar come il fisioterapista personale spagnolo che lo segue come un’ombra, anche dove non arrivano Antonio Conte e il suo staff, per curare un fisico che più degli altri ha sofferto i due mesi di sosta forzata. Oscar come quello che gli ha consegnato l’Inter. Perché ti guardi intorno e vedi Zlatan Ibrahimovic, il centravanti del Milan dal futuro in dubbio. Oppure il “9” della Juventus, Gonzalo Higuain, che respira aria di addio. Ma guardi pure in casa tua, con un Lautaro Martinez in direzione Barcellona, Alexis Sanchez in uscita, Sebastiano Esposito che sarà mandato in prestito. Ne resterà soltanto uno.

HAPPY BIRTHDAY ROM! – L’uno è Lukaku, che oggi festeggia il primo compleanno della sua vita nerazzurra. Auguri a distanza, stamattina ad Appiano, per un’altra seduta da 90 minuti. Auguri in scia Cristiano Ronaldo. Il portoghese, una stagione fa, la sua prima italiana, dopo 25 giornate (quelle giocate fin qui dall’Inter) aveva segnato 19 reti, due più del Lukaku edizione 2019-20. A fine torneo lo juventino sarebbe arrivato a 21. Ma non è stato lui il migliore dell’ultimo decennio di Serie A. Tra gli esordienti, il più bravo è stato Piatek, che ha toccato la vetta delle 22 reti. Il traguardo è lì, a portata di mano per Lukaku, al quale basterebbero sei gol per scrivere un pezzo di storia recente del campionato nostrano.

MAN OF THE RECORD – Nell’attesa, già oggi, aspettando la ripartenza, Lukaku ha messo in fila Ibrahimovic, Edin Dzeko, Ciro Immobile, Fabio Quagliarella, il meglio del panorama attuale, ed eguagliato il cammino di Higuain. Merito della camera iperbarica, certo. Di Oscar, di Conte e un po’ pure di Lautaro. Ma è stato soprattutto lui ad essersi mangiato gran parte dello scetticismo che lo accompagnava, insieme al fantasma di Mauro Icardi.

STEP BY STEP – Gli manca un pezzo di strada da fare, quei gol contro le grandi che restano il buco nero del suo campionato, il vuoto da colmare, lo step da salire. Ragazzo triste, come quello che lasciò Torino la sera dell’8 marzo, con tanti pensieri per la testa e una preoccupazione mal celata per il Covid-19. Preoccupazione esplosa poi, in una diretta Instagram. Ma non è semplice neppure il lavoro di Conte in questa fase. Lukaku sfiora i 100 kg o giù di lì: per rimettere in moto la sua auto ci vuole tempo e spazio, settimane e non giorni.

REMEMBER ME – In fondo basta riavvolgere il nastro per trovare una conferma. Vale la pena ricordare una partenza che l’inizio di stagione non fu travolgente sul piano fisico. Non poteva esserlo, dopo un’estate passata a studiare il divorzio dal Manchester United. Oggi ci risiamo. La ripartenza di Lukaku non potrà mai essere semplice come quella di Stefano Sensi, ovviamente. Solo che l’Inter ha bisogno di uno sprint, il calendario sarà fitto, non c’è tempo di carburare, di far scaldare il motore. Subito a mille, forse di più degli altri, se è vero che la coppia con Lautaro è stata l’arma vincente dell’Inter di Conte per buona parte della stagione.

BUT FIRST, THE TEAM – Ad Appiano Gentile conoscono il problema. Ed è naturale che, soprattutto da lunedì in poi, Lukaku avrà un piano personalizzato per gestire una massa muscolare imponente. Lo staff di Conte è abituato a stilare dei programmi diversiaseconda del giocatore, c’è sempre una parte di allenamento che riguarda il singolo e non la squadra. Ad agosto Lukaku spesso fece doppie sedute per mettersi alla pari dei compagni. Stavolta non parte indietro, certo, ma il gap sarà inevitabile quando si scenderà in campo. E questo gap Conte non vuole e non può permetterselo. Ha bisogno di un Lukaku da record. E Romelu ha voglia di lasciarsi indietro la paura legata al coronavirus. Lui che si è mostrato tra i più scettici, nei discorsi pubblici sulla pandemia, ha l’ambizione di scrivere un finale da Oscar per la sua prima avventura italiana.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Davide Stoppini


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