Inter, i giocatori sono pronti al rientro. Solo Godin è lontano – CdS

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5 Aprile 2020, 10:40
Diego Godin Slavia Praga-Inter
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Il “Corriere dello Sport” fa il punto sulle partenze dei giocatori dell’Inter. L’unico a più di due ore di volo è Godin.

GIOCATORI PARTITI – L’unica certezza è la quarantena, anche quella milanese. Ma nelle prossime ore, ogni momento può essere buono per il ritorno in Italia. Dovranno fare almeno altre due settimane di isolamento domiciliare, i sette giocatori dell’Inter che hanno lasciato l’Italia per tornare in famiglia. Pronti all’uso appena la situazione migliorerà e verrà dato il via-libera agli allenamenti, in tempi di Covid-19: Godin, Lukaku, Eriksen, Handanovic, Brozovic, Young e Moses. Domani termina l’obbligo di “fermo” nei rispettivi paesi, come da normative vigenti per scongiurare la diffusione del contagio diventata mondiale. L’Inter è una delle squadre di serie A che hanno lasciato espatriare più giocatori: non è ancora stata fissata una data per il viaggio di ritorno, ma a metà della prossima settimana è ipotizzabile che qualcuno dei sette faccia marcia indietro. Probabilmente con famiglie al seguito.

SOLO UNO OLTRE OCEANO – Qualche giorno fa un quotidiano danese paventava la volontà di tornare a Milano, da parte di Eriksen, soltanto a margine di una precisa comunicazione sulla ripresa del campionato. In realtà il giocatore, come altri, si atterrà a quanto stabilito dall’Inter. Il centrocampista dopo la chiusura dell’albergo dove alloggiava, ha provvisoriamente preso dimora in un appartamento presso il centro sportivo di Appiano Gentile, durante la quarantena. Questo perchè la sua abitazione in città non era ancora pronta: Eriksen tornerà con la moglie, che aveva anticipato la partenza per la Danimarca assieme al figlio. Il club nerazzurro, in fatto di rientri, tiene tutto sotto controllo: a parte Godin, che si trova in Uruguay, gli altri giocatori sono distanti al massimo un paio d’ore di volo. Quindi un richiamo alla base potrebbe avvenire anche con lieve preavviso. L’Inter non ha trattenuto nessuno degli stranieri che desideravano riaggregarsi alle famiglie. Per il difensore sudamericano servirebbe invece più tempo nell’organizzare il viaggio e atterrare a Milano. Probabilmente le parole di Lukaku – equivocate da qualcuno, giovedì sera – e quelle di Godin settimana scorsa circa la tardiva sospensione del campionato, celavano il desiderio di fare rientro nei rispettivi paesi prima del 23 marzo. Brozovic ha inevitabilmente colto la palla al balzo per tornare in patria, due settimane fa, perchè Zagabria era appena stata devastata dal terremoto.


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