Inter e Psv costruiscono tutto o quasi dagli esterni – GdS

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3 ottobre 2018, 09:51
Ivan Perišić Inter-Chievo

Inter e Psv hanno una cosa in comune: entrambe tendono ad attaccare dagli esterni. La “Gazzetta dello Sport” sottolinea come tutto nasca dalle fasce.

FASCE CENTRALI – Il Philips Stadion è un im­pianto all’inglese. Le prime file distano pochi metri dalle panchine. Ancora un paio di passi, e sei sulla linea latera­ le. Lì, vicino ai tifosi, a portata di urlo degli allenatori, si po­trebbe giocare una fetta impor­tante della partita. Perché Inter e Psv costruiscono sulle fasce buona parte della loro perico­losità. Lo fanno in modo diverso, ma quasi sempre partendo da lì. Per gli olandesi è un punto di forza, per i nerazzurri è stato in passato anche un limite: il vero obiettivo è diversificare.

SERVE DIVERSIFICARE – Ad oggi il 75 per cento degli attacchi in casa Inter si svolge sulle fasce laterali: la prefe­rita è la sinistra, in campionato si arriva al 40%, come Renzi al­ le Europee. Gli attacchi centrali sono meno di 1 su 4, tanto che Spalletti invoca una maggiore connessione fra Nainggolan e Icardi, che di quelle zone do­vrebbero essere i predatori. Dai lati partono principalmente cross, anche se le ultime uscite hanno fatto vedere varianti: l’Inter ne piazza 26 a partita, 4 in più che ogni rivale di A. E contro il Tottenham sono stati 22: di più, fra le 32, ha fatto so­lo il Liverpool, con 23. Diversi­ficare, aumentando le partenze verso la porta di Perisic e Poli­tano, o gli scambi con il Ninja, renderebbe la squadra di Spal­letti meno prevedibile, facendo calare anche l’attenzione dei difensori dalla marcatura di Icardi.

TAGLI E RIPARTENZE – Ma particolare at­tenzione dovranno fare anche gli esterni difensivi nerazzurri, perché se de Jong è un centra­vanti di lotta e di «servizio», la vera arma di Van Bommel sono le due ali, Bergwijn e Lozano. I 26 gol in 7 partite sono nati spesso così, con ripartenze immediate, ta­gli in diagonale, con o senza palla, che portano all’uno con­tro uno e al tiro. D’Ambrosio e Asamoah non bastano, serve un lavoro d’equipe.







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