Inter e Milan provano il salto in alto per la città di Milano – GdS

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31 ottobre 2018, 11:36
Icardi Inter-Milan

“La Gazzetta dello Sport”, in un articolo a firma di Andrea Schianchi, dedica spazio al momento di Inter e Milan che, al secondo posto provvisorio l’una e al quarto posto potenziale l’altra, tentano di risollevare le sorti della città di Milano

IL SALTO DI MILANO – Si parte da una panoramica suggestiva del tentativo di riscatto delle due milanesi: “Passeggiando per Piazza Duomo, a Milano, ieri mattina un signore ha alzato lo sguardo verso la guglia maggiore e ha notato qualcosa di strano: la Madonnina sorrideva. Sorpreso, si è chiesto che cosa ci fosse mai da ridere. L’economia non decolla, i soldi scarseggiano, la violenza aumenta e i politici litigano. Poi, riflettendo con attenzione sull’argomento, ha trovato una risposta che gli è parsa la più plausibile: quel sorriso la Madonnina del Duomo lo dedica al calcio della sua città, all’Inter e al Milan che, partita dopo partita, sembra siano tornate a recitare ruoli di prima piano. L’Inter, dopo la sontuosa vittoria all’Olimpico contro la Lazio, si è addirittura arrampicata fino al secondo posto (lì dove ha trovato, già accomodato, il Napoli) e il Milan, se non farà scherzi, stasera nel recupero col Genoa, ha la possibilità di risalire e di sistemarsi in zona Champions. Mica male, se si considera il travagliato inizio di stagione, l’Inter che non ne azzeccava una e il Milan che boccheggiava. Il fatto è che Milano, da sempre, è la città del fare. Qui non ci si dilunga in chiacchiere, persino le parole vengono accorciate per risparmiare tempo: si dice cappuccio e non cappuccino, ad esempio. Ed è seguendo questa etica del lavoro che Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso si sono tirati su le maniche, e hanno cominciato a sgobbare per costruire quello che i milanesi, dell’una o dell’altra sponda, si aspettano: dopo sette anni di dominio juventino chiedono uno scatto d’orgoglio, un guizzo, qualcosa che torni a divertire la gente e a far sorridere la Madonnina.”

INTER AVANTI – Focus sui nerazzurri, più avanti in classifica e nel progetto tecnico-societario: “L’Inter sembra più avanti nei lavori: quella ammirata all’Olimpico è una squadra vera, compatta, solida, micidiale. Se Mauro Icardi è il suo dio, e non potrebbe essere diversamente vista la frequenza con la quale la butta dentro, i difensori e Samir Handanovic sono i suoi profeti. E poi, quando hanno la palla tra i piedi, finalmente i nerazzurri sanno che cosa fare: si smarcano, dribblano, s’inseriscono, vanno persino a concludere come ha fatto Marcelo Brozovic contro la Lazio, o a regalare assist come ha mostrato Matias Vecino. I tifosi sognano, ed è giusto che sia così, e le loro speranze diventano carburante che alimenta tutto l’ambiente. Spalletti non vuole sentire parlare di anti-Juve, dice sempre che l’Inter è l’anti-se stessa perché sa bene che il limite di una squadra, spesso, si nasconde nella psicologia e mettere troppa pressione addosso a un gruppo può essere pericoloso. La sfida in casa bianconera è il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, patrono di Milano: un aiuto dall’alto non sarebbe rifiutato. Ma prima di arrivare a quella data il percorso da fare non è per niente agevole e Spalletti, tra campionato e Champions, dovrà mantenere ben dritta la barra dell’equilibrio.”

MILAN DIETRO – Infine, lente d’ingrandimento sui cugini rossoneri: “Più complicato il compito di Gattuso, anche perché la crisi è appena passata e ci si deve ancora assestare dopo tanti scossoni e troppe parole. La vittoria sulla Sampdoria ha scacciato le nuvole, ma servono altre prove prima di certificare che il futuro sarà sereno. Affiancare Patrick Cutrone a Gonzalo Higuain è stata una bella idea dell’allenatore che, in questo modo, ha riempito l’area avversaria e ha compattato le linee di centrocampo. L’ostacolo Genoa non è insuperabile e avvicinarsi alla zona Champions è uno stimolo in più. Gattuso, però, sa che non c’è ancora da fidarsi e lavora per mantenere alta l’attenzione dei suoi ragazzi. L’obiettivo, a fine campionato, è proprio la zona Champions, e non soltanto per i soldi che entrerebbero in cassaforte ma perché quello è il posto del Milan, il luogo che la storia gli ha assegnato. Passo dopo passo, partita dopo partita, si può trasformare l’ipotesi in realtà. E così la Madonnina, lassù sulla guglia maggiore del Duomo, sarà orgogliosa di questi suoi figli.”







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